Giù le mani dal Natale, affabulatore azzeccagarbugli di palazzo Chigi & company!


Di Pietro Licciardi

L’affabulatore azzeccagarbugli di palazzo Chigi la settimana scorsa parlando a “Futura: lavoro, ambiente, innovazione”, la tre giorni della Cgil si è sentito in dovere di spiegare agli italiani che il Natale non deve essere una occasione per fare shopping e acquistare regali ma soprattutto deve essere una occasione di «raccoglimento spirituale» e che «farlo con tante persone non viene bene».

Più che un discorso socio-politico una vera e propria omelia, da parte di uno a cui il potere ha dato talmente alla testa da farlo sentire autorizzato ad invadere terreni di sua assoluta incompetenza, spiegano a noi tutti come dobbiamo trascorrere la seconda festa più importante della cristianità, dopo averci già mandato di traverso la Pasqua; nemmeno fosse lui il Papa o il presidente della CEI.

Gioiranno della esternazione del pastore della mandria governativa i commercianti, che proprio a ridosso del Natale speravano di evitare lo sprofondo rosso dei loro bilanci, nonostante la nuova ondata di “zone rosse” e relativi arresti domiciliari per la popolazione e probabilmente si fregheranno le mani quei prelati della chiesa modernista – il modernismo sintesi di tutte le eresie, secondo Pio XI – che dopo questo assist si sentiranno ancor più giustificati nel reimporre la serrata delle chiese; perché, come è ormai noto, Nostro Signore Gesù Cristo ha raccomandato di preservare innanzitutto la salute del corpo e solo dopo, se Mammona lo consente e il signor Conte è d’accordo, pensare a quella dell’anima.

Il Natale, oltre che la seconda festa più importante della cristianità, è da sempre anche festa della famiglia. «Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi», ripetevano le nonne, ed è infatti in questo giorno che ancora ci si riunisce per ricordare e assaporare, anche solo per qualche ora, la bellezza dello stare insieme e del calore familiare, facendo magari inconsapevole memoria della Sacra Famiglia di Betlemme.

Forse è proprio a questo che ha pensato il nostro azzeccagarbugli quando ha parlato ai sodali della Cgil, nefasta cinghia di trasmissione dell’ideologia sinistra nelle fabbriche, presumibilmente raccogliendo l’imbeccata del sottosegretario alla salute Sandra Zampa, che intervenendo l’11 novembre in diretta a “Otto e Mezzo”, su La7, ha affermato che a Natale dovrebbero riunirsi solo i parenti di primo grado, ovvero al massimo genitori e figli.

E assestiamola un’altra bella botta a questo antiquato concetto antropologico che è la famiglia!

Lasciamo pure che gli italiani, soprattutto anziani, sprofondino ancor più nella depressione, dopo essere rimasti chiusi per settimane in casa, aver visto i loro risparmi evaporare per tirare avanti mentre erano in cassa integrazione, aver perso il lavoro, essere stati chiusi ancora una volta dentro casa perché nei sei mesi estivi di tregua da Covid il governo ha saputo pensare solo ai banchi di plastica a rotelle, alle biciclette e ai monopattini. E dopo aver trascorso un Natale magari senza Messa e senza la compagnia dei propri cari.

Tranquilli, però. Finita l’emergenza – se mai vorranno farla finire – il nostro premuroso governo col supporto della sinistra maggioranza provvederà quanto prima a decriminalizzare l’uso delle droghe per consentire a tutti di tirarsi su il morale con salutari sniffate di coca o leccate a francobolli intrisi di LSD, come già stanno proponendo di fare negli Usa.

L’attacco al Natale è soltanto un’altra scaramuccia della più ampia guerra che la nomenklatura internazionale nazi-comunista ha dichiarato all’uomo e a quel poco che rimane in piedi delle nostre società, dopo cinque secoli di attacchi per demolire la civiltà Occidentale forgiata dal Vangelo.

Chi avrà la capacità di resistere?

Aspettiamo con ansia di sentire la voce dei nostri pastori…


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