Guido Bertolaso candidato a sindaco della Capitale per il centrodestra?


Di Giuseppe Brienza

Crisi Covid permettendo, dopo i quattro disastrosi anni di sindacatura Raggi, i romani stanno per aver finalmente la possibilità di rifarsi, riconquistando condizioni di vivibilità e decoro per la loro città ma, soprattutto, per la Capitale d’Italia. Le urne a Roma si apriranno infatti in una data da stabilirsi tra la fine di maggio e l’inizio di giugno 2021, con l’eventuale ballottaggio in programma dopo due settimane.

Una volta tanto pare che il centrodestra si stia organizzando per tempo al fine di dimostrare un interesse fattivo, amministrativo e politico insieme, per questa città, consegnata nel 2016 ai Cinque Stelle a causa della disastrosa candidatura a primo cittadino del discusso figlio di costruttori romani Alfio Marchini, detto er Ridge de’ noantri per la sua incredibile somiglianza al protagonista della soap opera statunitense Beautiful.

Giovedì scorso, durante l’ultima puntata di Porta a porta in onda su Rai1, il segretario della Lega Matteo Salvini è stato intervistato da Bruno Vespa ed ha definito l’ex capo della Protezione civile «dinamico, concreto, un uomo del fare». A fare il suo nome per il Campidoglio era stato in passato, in diverse occasioni, sia Silvio Berlusconi sia parte della dirigenza regionale di Forza Italia. Salvini dal canto suo ha dichiarato che la “figura” di Guido Bertolaso gli «piace molto» come eventuale candidato sindaco di Roma. Non si può parlare naturalmente di una designazione, ci mancherebbe altro. Ma convince l’orientamento, già espresso dal leader della Lega per il voto della primavera del 2021, di concordare con gli alleati di centrodestra candidati civici e non di partito in tutte le grandi città. Quindi il nome di Bertolaso andrà chiuso in un tavolo dove si discuterà non solo della Capitale, ma anche di Napoli, Torino, Bologna e Milano.

Salvini vede bene l’ex capo della Protezione civile al Campidoglio fondamentalmente per due motivi. Anzitutto perché recentemente ha avuto modo di collaborare con il governatore lombardo Attilio Fontana nell’allestimento dell’ospedale Covid nei locali della Fiera di Milano confermando le sue eccellenti doti. In secondo luogo, perché Bertolaso, nato e vissuto a lungo a Roma, ha «gestito il Giubileo e già conosce la città».

Secondo fonti di Forza Italia, l’interessato sarebbe disponibile ad accettare l’incarico ma, la solita dannosa tendenza a perseguire unicamente l’interesse di partito e non quella a vincere le elezioni, potrebbe complicare le cose. Secondo la suddivisione sommaria fatta nel centrodestra per le prossime amministrative, infatti, l’indicazione del candidato sindaco di Roma spetterebbe a Fratelli d’Italia (FdI) che, oltretutto, mal digeriscono l’ex capo della Protezione Civile per una frase spiacevole da lui rivolta in occasione delle ultime elezioni capitoline alla leader della Destra italiana Giorgia Meloni. In merito alla candidatura della leader di FdI che, allora, fu per alcune settimane affacciata ed all’ipotesi di un “ticket” con lei nel ruolo di vicesindaco, intervistato dal programma di La7 “Fuori Onda”, Bertolaso ebbe a dichiarare: «La Meloni deve fare la mamma, mi pare sia la cosa più bella che possa capitare ad una donna. Deve gestire questa pagina della sua vita». Alla fine candidato sindaco di Roma da Forza Italia, Bertolaso scelse di ritirarsi dalla competizione con le conseguenze che sappiamo. Per delle disavventure incresciose sul piano personale, quindi, i romani hanno dovuto subire quattro anni di non-governo pentastellato (basti un dato: sono stati una quindicina gli assessori che, dal luglio 2016 ad oggi, sono stati cacciati o hanno rassegnato le proprie dimissioni in Campidoglio dalla giunta di Virginia Raggi). Ma oggi?

Dobbiamo dire che, nel recente passato, in accordo con la Meloni, Salvini diede un parere non favorevole alla candidatura di Bertolaso a sindaco di Roma. Come sottolineano però diversi osservatori, ora le conseguenze disastrose per il futuro politico ed economico del Paese della gestione sanitaria Conte, necessitano una maggiore intesa nel centrodestro per non mancare, dopo il fallimento delle scorse regionali, la “spallata” al Governo che potrebbe esserci con la conquista di almeno quattro su cinque dei grandi Comuni nei quali si voterà, compresa la Capitale appunto.

Certo, se FdI presentasse alla coalizione la Meloni come candidata al Campidoglio, considerando anche il fatto che i sondaggi la vedono in testa come leader, le cose cambierebbero. Ma se così non fosse, non vorremmo che le logiche egoistiche di partito rovinassero nuovamente la situazione e le stesse possibilità, il prossimo anno, di rinnovare il Governo nazionale. Soprattutto se come candidatura fosse vera quella ventilata dalla Meloni, ovvero della giovane consigliera regionale del Lazio Chiara Colosimo, fedelissima a cui è stata affidata l’organizzazione della festa di partito Atreju. Sicuramente una donna capace, attiva nel volontariato, ma che non è conosciuta come Bertolaso e, soprattutto, non ha alle spalle quell’esperienza professionale e amministrativa indispensabile per tentare di governare una città enorme e difficile come Roma. L’ex capo della Protezione civile, se rimangono tali i nomi degli altri due principali sfidanti, ovvero Virginia Raggi per il M5S e Carlo Calenda per la sinistra, di sicuro avrebbe vinta la partita, e probabilmente al primo turno.

Ma chi è Guido Bertolaso? Nato a Roma nel 1950, è un medico che è stato impegnato soprattutto a livello internazionale. Dopo essere stato coordinatore dell’assistenza sanitaria nei paesi in via di sviluppo della Farnesina e capo del Dipartimento per gli Affari sociali è stato nominato vicedirettore esecutivo dell’UNICEF e poi vicecommissario vicario per il Giubileo del 2000. Dal 2001 al 2010 è stato direttore del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e, dal 2008 al 2010, ha ricoperto anche l’incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Emergenza rifiuti in Campania nel IV Governo Berlusconi. Commissario straordinario per le emergenze del terremoto dell’Aquila, della Crisi dei rifiuti in Campania, dei vulcani nelle Eolie, delle aree marittime di Lampedusa, della bonifica del relitto della Haven, del rischio bionucleare, dei Mondiali di ciclismo di Varese del 2008, della presidenza del G8 dell’Aquila del 2009, dell’area archeologica romana, della prevenzione da rischi SARS, della frana a Cavallerizzo (frazione di Cerzeto, CS), dal 2005 al 2010 è stato anche commissario delegato per l’Emergenza incendi boschivi.

Nell’ultimo anno funestato dalla crisi da Covid-19 lo abbiamo visto e sentito operare in tante occasioni, in primo luogo perché investito della responsabilità straordinaria di consulente personale del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nel momento in cui l’emergenza sanitaria è stata al suo massimo livello di gravità. Pochi giorni fa Guido Bertolaso ha accettato anche l’incarico di consulente della regione Umbria per la gestione degli interventi emergenziali e, già il 12 novembre, è stato in grado di inaugurare l’ospedale militare da campo dell’Esercito a Perugia.

 


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