Chi non ha la luce della fede prima o poi va a sbattere


Di Padre Giuseppe Tagliareni

L’apostolo Giovanni, prigioniero nell’isola di Patmos, “a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù” (Ap 1,9), ricevette una domenica (“Giorno del Signore”), per mezzo di un angelo, la “rivelazione di Gesù Cristo” (Apocalisse) sugli eventi futuri della salvezza.

“Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino” (v. 3).

Il Signore Gesù, “il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra” (v. 5), ha fatto di noi un Regno di sacerdoti. Egli vede tutti e tutto ha sotto il suo controllo. Prima di venire sulle nubi del cielo, richiama le sette Chiese d’Asia mediante lettere scritte tramite Giovanni.

A quelli di Efeso, pur riconoscendo lo zelo degli inizi e la perseveranza, rimprovera di avere abbandonato il primo amore e li spinge a convertirsi e compiere “le opere di prima” (v. 5). “Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio” (v. 7).

Gesù è venuto per dare la vista ai ciechi e di se stesso dice: “Io sono la luce del mondo: chi mi segue non cammina nelle tenebre” (Gv 8,12). All’uscita di Gerico, un cieco lo implora di guarirlo. Gesù lo guarisce, ed egli si mette a seguirlo per la via che sale a Gerusalemme, diventando suo discepolo. Chi non ha la luce della fede, prima o poi va a sbattere.


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