L’accademico Rémi Brague: “Ogni terra non soggetta all’Islam è minacciata”


Di Matteo Orlando

Rémi Brague, accademico, storico, filosofo, autorità internazionale nello studio della cultura musulmana di tutti i tempi, ha concesso un’intervista al quotidiano spagnolo Abc attraverso la quale mette in guardia dal pericolo dell’islamismo radicale, oltre che dal terrorismo jihadista.

Intervistato da Juan Pedro Quiñonero, il rinomato specialista in filosofia medievale (musulmana, ebraica, cristiana), professore emerito a Parigi e Monaco, ha spiegato che “tutta la terra non soggetta all’Islam è minacciata. Non è solo l’Europa a essere minacciata, ma tutto il mondo non musulmano. Anche nei paesi sottoposti all’Islam da secoli si trovano uomini barbuti che spiegano che la società non è ancora abbastanza islamizzata”.

L’islamista Brague non sa cosa riserverà il futuro ma non esclude che le cose andranno verso il peggio. “Tutte le cause continueranno ad esserci. L’assassino di Nizza è arrivato in Francia come ‘rifugiato’. Come i genitori dell’assassino di Conflans-Sainte-Honorine. Anni fa, lo Stato Islamico si vantava di sfruttare ondate di immigrati per portare i suoi guerrieri in Europa. Sorridiamo davanti a tanta spavalderia. Forse avremmo dovuto prendere sul serio quella minaccia e prestare maggiore attenzione a chi abbiamo ricevuto”.

Per Rémi Brague lo jihadismo “è l’aspetto ‘rumoroso’ e spettacolare di un piano molto più ampio: il progetto dell’Islam, quello delle sue origini: conquistare il mondo per imporre la sua Legge, come è descritto nel Corano”. Per i musulmani questa conquista “può essere fatta con mezzi militari, ma non necessariamente. Un’infiltrazione discreta, paziente, metodica, come quella dei Fratelli Musulmani, è senza dubbio molto più efficace nel lungo periodo”, secondo il professor Brague che offre anche la sua ricetta per affrontare il problema: “applicare rigorosamente le leggi già in vigore”, “espellere i predicatori dell’odio, sciogliere le loro associazioni, chiudere le moschee dove predicano, chiudere i loro account Facebook”. Inoltre il professore spiega che bisogna rispondere ai bugiardi che dicono che “tutto questo non ha nulla a che fare con l’Islam”, e a chi dice che parlando delle violenze islamiche si faccia “il gioco dell’estrema destra”.

A lungo termine secondo Rémi Brague è urgente controllare l’immigrazione, non tollerare le persone in situazione irregolare. Ma ciò suppone “il comportamento di uno Stato convinto della sua legittimità”.

 


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