Il mondo non vuole che regni Gesù, per questo il castigo sarà mondiale


Di Padre Giuseppe Tagliareni

È Dio che dirige la storia al suo compimento: il Regno eterno di Dio. Gesù lo aveva annunziato e prima dell’Ascensione aveva mandato gli Apostoli ad evangelizzare il mondo.

Ora Giovanni contempla una scena emblematica: “Vidi nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro sigillato con sette sigilli” (Ap 5,1). È il rotolo in cui sono scritti i decreti di Dio.

Non si trova nessuno degno di prendere quel libro e aprirne i sigilli, se non l’Agnello immolato, il Leone della tribù di Giuda, Gesù Cristo. Egli si fa avanti e prende il libro davanti a tutta la corte celeste. I ventiquattro vegliardi si inchinano e riconoscono: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra» (vv. 9-10).

Ecco il colpo di scena: l’Agnello immolato ha vinto e con lui tutti gli eletti, riscattati. Essi regneranno nella nuova terra. Cristo è la chiave di volta della storia.

Arrivato a Gerusalemme, Gesù pianse su di essa, per la sua ormai prossima rovina, perché essa uccide i profeti e non riconosce il tempo in cui è stata visitata dal vero Messia. Sarà sottoposta a ferro e fuoco! Così sarà per ogni città che non si converte a Gesù e non vuole che egli regni e uccide i suoi apostoli.

Oggi, tutta la terra si trova ad essere così, per questo il castigo sarà mondiale.


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