Le 5 finestre attraverso le quali possiamo vedere la luce divina concretizzata sulla Vergine Maria

Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1). Si tratta della Vergine Maria assunta in cielo nella sua gloria e in lotta col dragone infernale preci-pitato sulla terra, dove i figli di Dio fedeli a Gesù sono perseguitati. La Madre del Figlio di Dio “destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro” (Ap 12,5), condivide la sorte del Figlio suo e quella di tutti i redenti. Alla fine calpesterà la testa del serpente infernale, secondo l’antica promessa di Gen 3,15. Proprio perché unita in tutto a Gesù nuovo Adamo, Maria è la nuova Eva: i capostipiti della nuova umanità dei salvati. Immacolata e pre-redenta, splende Regina a fianco del Re nella corte celeste e dà gloria a Dio e luce di grazia agli uomini.

La Chiesa contempla Maria risorta con Gesù e assunta in Cielo, come colei in cui si è pienamente realizzato per i meriti del Redentore il piano di Dio a salvezza dell’uomo. E perciò la vede vittoriosa sul peccato e sulla morte: due nemici che San Paolo vede sempre insieme.

Gesù risorto è la primizia della risurrezione; dopo di Lui, quelli che sono suoi, ciascuno nel suo ordine (cfr. 1 Cor 15,20-26). E senza dubbio, dopo Gesù viene subito sua Madre Maria, l’Immacolata Concezione, che mai conobbe peccato e che non meritava la pena della morte e della corruzione del sepolcro. La sua assunzione in corpo ed anima appartiene pienamente alla fede cattolica ed è per tutti i fedeli segno di consolazione e di sicura speranza.

In Maria assunta in Cielo dobbiamo saper vedere le grandi opere del Signore ed esaltare la Sua Misericordia. Egli “abbatte i potenti dai troni ed innalza gli umili” (Lc 1,52). In particolare, Egli innalza la Vergine concedendole bellezza, grazia, perenne giovinezza, gloria e nuova missione.

Queste sono come cinque finestre attraverso le quali possiamo vedere la luce divina concretizzata sulla Vergine Maria. In qualche misura, ciò si realizza in tutti i salvati.

La bellezza. Maria assunta in cielo è l’incarnazione della suprema bellezza, dono di Dio alla Sua creatura prediletta. La bellezza è equilibrio di parti e perfezione di proporzioni, che tanto piace vedere e contemplare; essa affascina e riconduce immediatamente al Bello in persona, che è lo Spirito santo di Dio. La bellezza data da Dio è unica, perenne, incorruttibile. Solo i figli di Dio saranno belli in eterno, avendo vinto il peccato, che è la fonte della corruzione e della morte. Gli uomini e le donne amano la bellezza fisica e per averla ricorrono al trucco e alla chirurgia estetica: ben povera cosa di fronte a quella bellezza costituzionale che viene data da Dio per sempre ai Suoi eletti.

La grazia. Dio inabita nel cuore degli eletti e illumina della Sua luce divina l’anima, che è suo tabernacolo. Questa luce traspare dagli occhi della persona, che sono finestra dell’anima, e anche dal sorriso che illumina il volto e dalle parole, piene di verità e di amore che escono dalla bocca. Maria, la “piena di grazia” (Lc 1,28), possiede in sommo grado questi doni di Dio. E questo possesso è ormai stabile ed eterno. Gli uomini imitano la grazia divina in cose che affascinano come l’arte, le belle forme, la poesia, la musica, lo stile elegante, etc., tutte cose che distinguono la persona e la fanno eccellere; ma nessuna “grazia” umana può eguagliare quella divina, che si esprime nella santità della vita, nella sapienza del discorso, nell’amore sublime di carità fino al martirio.

La perenne giovinezza. È intuibile che gli eletti non abbiano immaturità, né malattia, né senescenza, né alcuna imperfezione dovuta all’età. Gli uomini e le donne si sforzano di mantenersi in forma, ma gli anni nessuno li può togliere. Non è così in cielo. Molti veggenti testimoniano che la Madonna sembra avere 18-20 anni, in uno stato di perenne giovinezza che non conosce decadimento. Solo Dio può dare la pienezza della vita, mentre tutti gli sforzi umani possono al più dare una vecchiaia controllata, una certa longevità, una migliore qualità della vita, ma non possono arrestare il decadimento e la morte. Dio invece, essendo l’Autore della vita, dà la giovinezza eterna ai Suoi eletti.

La gloria. È la manifestazione della divinità, della potenza e sapienza di Dio, della sua assoluta superiorità a tutte le cose create e del suo dominio indefettibile. Dio partecipa la Sua gloria ai Suoi eletti, che riveste di santità per farli pienamente a Sua immagine e somiglianza. Maria più di tutti: è la Regina che splende alla destra del Re in “ori di Ofir”; “gemme e tessuto d’oro è il suo vestito. È presentata al Re in preziosi ricami” (Sal 45,10.14-15). “Vestita di sole e incoronata da dodici stelle” (Ap 12,1), è tutta splendore sul trono regale, degna di sedere alla destra di Cristo Re della gloria. Il suo posto è al di sopra di tutte le gerarchie angeliche e di tutti i Santi. Al paragone, tutta la gloria terrena, fatta di ricchezze e di successo sugli altri, è “spazzatura”, destinata ad essere perduta o gettata via.

La missione. Non si è mai così attivi come si è in cielo. Maria SS. mette in atto tutta la potenza ricevuta da Dio per salvare i suoi figli, redenti dal Sangue dell’Agnello e perseguitati ed oppressi dal serpente antico. Su di Lei, Satana non può nulla; anzi egli la teme, in certo senso più di quanto teme Dio, perché sa che la sua preghiera è onnipotente e la sua luce rivela tutte le trame oscure e malefiche dei demoni contro gli eletti di Dio. C’è inimicizia tra Maria e Satana e vincitrice sarà la Vergine: calpesterà la testa al serpente infernale. Questa è la sua missione affidatale da Dio. E così sarà. Essa manda i suoi Angeli e fa collaborare i Santi del cielo a dare a tutti gli eletti la salvezza di Cristo e confinare nell’abisso il dragone infernale (cfr. Ap 20,1).

Maria SS. assunta in cielo è una luce splendida che nessuno potrà mai spegnere; è un segno di sicura speranza per tutti gli eletti di Dio e di vera consolazione degli afflitti in “questa valle di lacrime”. Ella ci indica dall’alto la via della salvezza, che è Gesù, mediante l’ascolto della sua parola e la sua Eucaristia. Maria ci aiuta ad avere quell’ascolto docile, umile ed obbediente che fu la sua caratteristica durante la vita terrena, perché Dio possa condurci nel pieno rispetto della nostra libertà. D’altra parte, ci insegna ad unirci a Cristo nel sacramento della Santa Comunione: nessuno fu mai unito a Gesù come Maria sua Madre nel pensiero, nel desiderio, nel fare la volontà del Padre, nell’opera di evangelizzazione, nel sacrificio fino alla morte di croce e alla risurrezione, in terra e in cielo. La Santa Messa ben partecipata è il momento privilegiato per avere il migliore contatto con Gesù.

 

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