Non siamo stati creati per scomparire nel nulla o reincarnarci in una bestia!

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Il veggente dell’Apocalisse predice un dominio dei pagani sulla Città santa per tre anni e mezzo.

Nel frattempo, due Testimoni faranno la loro missione di profeti su tutta la terra, con ogni sorta di flagelli e con la siccità.

“Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra” (Ap 11,4). In senso simbolico, potrebbero significare la Legge e i Profeti.

Poi, “la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà” (v. 7). Il dominio del male avrà raggiunto il massimo. Ma Dio farà risorgere i suoi due “olivi” e punirà gli empi con un terremoto.

Allora il settimo angelo suonò la tromba, annunziando: “Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli” (v. 15). I 24 vegliardi danno gloria a Dio “perché hai preso in mano la tua grande potenza e hai instaurato il tuo regno” (v. 18). È venuta finalmente l’ora “di dare la ricompensa ai tuoi servi, i profeti e ai santi, e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di annientare coloro che distruggono la terra” (v. 18).

“Quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito… non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio”.

Per questo siamo stati creati e non per scomparire nel nulla o per reincarnarci in una bestia. Chi vive di Eucaristia ha la caparra della vita eterna.

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