Grande sarà l’impostura, tra guerre, terremoti e segni del cielo. Ma improvvisamente verrà il Cristo


Di Padre Giuseppe Tagliareni

Annunziata da un angelo, arriva l’ora segnata per il giudizio divino. Su una nube bianca, il Figlio dell’uomo, nella sua potenza regale, al segno dell’angelo getta una falce affilata sul mondo, “perché la messe della terra è matura” (Ap 14,15): è il buon grano degli eletti, che gli angeli raccoglieranno per i granai di Dio, come Gesù stesso spiega nella parabola del grano e della zizzania (cfr. Mt 13,24-30): alla fine del mondo, gli angeli separeranno i buoni dai cattivi e ben diversa sarà la sorte.

Un angelo ha la falce affilata per vendemmiare; gli viene dato l’ordine: “Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature”. L’angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e rovesciò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio” (14,18-19).

Cessato il tempo, viene l’eternità; il Giudizio Universale farà la distinzione tra gli eletti e i maledetti, tra chi amò e si sottomise a Dio e chi odiò e si ribellò alla sua Legge. Ben diversa è la sorte. Allora finalmente sarà fatta giustizia.

«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta», dice Gesù del tempio di Gerusalemme. “Molti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro!”.

Grande sarà l’impostura, tra guerre, terremoti e segni del cielo. Improvvisamente e come un fulmine dall’Alto verrà il Cristo.


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