La purezza dev’essere triplice ed ecco quali sono i mezzi per ricercarla


Di Padre Giuseppe Tagliareni

“E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore” (2 Cor 3,18).

Dio è luce” (1 Gv 1,5) e l’uomo è fatto ad immagine di Dio. Più che in ogni altro lo si è visto in Gesù, Figlio di Dio fatto uomo, al momento della trasfigurazione sul monte Tabor prima ancora che alla risurrezione: “Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (Mt 17,2). Così devono diventare tutti i figli di Dio e così saranno in Paradiso. Ma poiché essi sono stati appesantiti e anneriti dai peccati, a cominciare da quello delle origini, è necessario tutto un processo di purificazione della carne e dello spirito per tornare ad essere puri e trasparenti alla luce divina che col Battesimo inizia a manifestarsi in loro.

Dio abita nel cuore dei Suoi eletti, fin quando non Lo cacciano col peccato e danno il cuore agli idoli. Essi così rischiano di perdere il destino di luce e di grazia che è vita immortale e che Dio voleva dare loro per sempre. È per questo che è stato mandato il Figlio. Egli si è sacrificato sulla croce per togliere i peccati e riottenere la grazia perduta e distribuirla a tutti gli uomini, mediante i Sacramenti. Questi rendono l’uomo “nuova creatura”, degna di comparire davanti a Dio e ai Suoi Angeli, e Suo rappresentante in terra.

Occorre riacquistare la purezza perduta nel corpo e nello spirito, nella mente e nel cuore e rivestirsi di Cristo; rifarsi con tanta buona volontà a sua immagine e somiglianza, come hanno fatto gli Apostoli, i veri discepoli e i Santi, seguendolo fino alla morte. La purezza rende trasparente sia la carne che lo spirito.

E allora Dio può manifestarsi e la Sua luce apparire sul volto dell’uomo, che ha il cuore pieno del Suo amore. Questo vuol fare lo Spirito Santo e di questo ha bisogno la Chiesa e il mondo: di Santi, di uomini che assomiglino a Gesù.

La purezza dev’essere triplice: nel corpo, nella mente e nel cuore.

A) Nel corpo significa: rinuncia alle passioni (avarizia, lussuria, ira, gola, invidia-gelosia, accidia, etc.), castità, dominio di sé, pace dei sensi.

B) Nella mente significa eliminazione di pregiudizi, errori, ignoranza, malizia, menzogna, rispetto umano, timori, paure, etc.

C) Nel cuore significa non avere idoli, attaccamenti, passioni travolgenti per le cose del mondo (possesso di ricchezze), per la vanagloria (superbia), per il potere politico, economico, culturale, etc.

Le mani devono essere pure, ignare di violenza e di rapina, solerti nel lavoro e giunte nella preghiera, pronte a dare aiuto al debole e sostegno al misero. Gli occhi devono splendere di luce di cielo, ignari di avidità e di malizia, lontani dalle tempeste dell’ira e della passione carnale, placidi come un lago alpino in cui si riflettono monti innevati e boschi profumati. La bocca dev’essere dolce e sincera, aperta al sorriso e alla comunicazione, con una lingua che sa parlare con saggezza e tacere, secondo opportunità e necessità. Il cuore dev’essere amante di Dio e del prossimo, in ascolto della Verità, disposto a concepire solo ciò che è buono e bello, a desiderare e amare solo ciò che è giusto e santo. I piedi devono essere pronti a partire per diffondere il Vangelo di Cristo, a lottare per il Regno di Dio, a portare aiuti a chi soffre. Dalla nascita alla morte, l’uomo ha un gran lavoro da fare su se stesso, se vuole un giorno vedere Dio. “Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro” (1 Gv 3,3). Questa purificazione inizia con la conversione e termina con la glorificazione sulla santa montagna.

Ma quali sono i mezzi necessari? Enumeriamo quelli che ci sembrano più importanti: la preghiera, la Parola di Dio, i Sacramenti, la penitenza, l’amore e il dolore fino al sacrificio.

La preghiera è unione con Dio. Questo è il mezzo principale. Bisogna imparare a pregare come facevano Gesù e Maria sua Madre e i Santi, fino all’estasi. Allora, come Mosè che scende dal monte, essi saranno luminosi.

La Parola di Dio è luce in se stessa: chi l’accoglie e la fa propria, illumina la sua mente e la incarna in esempi di santità di vita. La Parola di Dio rivela le menzogne, abbatte gli idoli, toglie i pregiudizi e gli errori, comunica i pensieri e i decreti di Dio.

I Sacramenti tutti, ma specialmente la Confessione e la Santa Comunione. La prima toglie le macchie dei peccati; la seconda fa unire l’anima a Gesù Cristo nel modo più intenso possibile e durante la Santa Messa, che è il momento più forte di presenza divina.

La penitenza e in particolare il digiuno. La rinunzia a peccare, a soddisfare le passioni, a cercare solo ciò che piace all’uomo per fare ciò che piace a Dio. La ricerca della virtù e della santità impongono un regime di vita austero e modesto, semplice e puro.

Il mezzo più potente di purificazione è lamore unito al dolore, che porta ad accettare tutte le tribolazioni della vita, le malattie, le sofferenze, le lotte, le persecuzioni, etc. per amor di Dio, fino al sacrificio di sé, proprio come fece Gesù.

Oltre a Gesù, l’esempio più fulgido è la Vergine Maria: la creatura che fu piena di luce fin dal suo concepimento immacolato e sempre più luminosa divenne accettando il mistero di Dio incarnato in lei e lasciandosi condurre docilmente dallo Spirito Santo in tutte le circostanze della vita: da Nazareth al tempio di Gerusalemme, da Betlemme all’Egitto, da Cana di Galilea a Cafarnao, dalla casa paterna alla sequela di suo Figlio nei viaggi apostolici, fino al Cenacolo e al Calvario: testimone della Sua dottrina, della sua vita e morte d’amore, della sua gloriosa risurrezione e ascensione.

La sequela di Cristo è la via della trasfigurazione: è questa che ci rende simili a Dio in terra e già creature di Cielo. Ben diverso è il destino offerto dal mondo dove regnano vizio e denaro, inganno e seduzione, alienazione e corruzione, menzogna e violenza, lusso e lussuria. È un’altra cosa; basta guardare i campioni del mondo: testa altera, capelli scomposti, occhi maliziosi, bocca mendace e melliflua, faccia di bronzo con innumerevoli ninnoli: anelli al naso, piercing sul labbro, sulla lingua, all’orecchio, all’ombelico; profumi e belletti, ciondoli al collo, anelli ai polsi, serpenti sul dorso e tanti, tanti segni della Bestia. A chi appartengono? Questi purtroppo non portano luce, perché non amano Dio, ma le tenebre e colui che vi regna.

 


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