Quasi tutta la terra inneggia a Satana, ma “non temere piccolo gregge”


Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il Suo Regno” (Lc 12,32). Questa stupenda rivelazione di Gesù ci deve riempire di gioia, se siamo pecorelle del suo gregge. Si tratta del Regno eterno, che ha inizio in terra ma si attuerà pienamente in Cielo, dove è la vera vita che non avrà fine. È il Regno della pace e dell’amore, della vera giustizia e santità, dove Dio si dà senza misura ai Suoi eletti per farli felici per sempre. Per noi è difficile immaginarlo, perché viviamo in un contesto di peccati e di tenebre. Ma crediamo all’ annunzio di Gesù e alla potenza della sua redenzione.

Cosa riserva Dio per i Suoi eletti? Molto, moltissimo se pensiamo alla povertà dei nostri meriti e alla grandezza della Sua Misericordia. La Parola di Dio ci istruisce. Egli asciugherà ogni lacrima dal volto dei Suoi figli, li consolerà per tutto il male subito; farà giustizia contro tutti i malvagi e prevaricatori, contro i ribelli e i bestemmiatori, contro i violenti e gli uccisori, contro i tiranni e gli idolatri, contro i seminatori di discordie e mentitori. Farà scomparire dalla terra rinnovata ogni crimine ed ogni impostura e creerà “Cieli nuovi e terra nuova” (2 Pt 3,13), in cui sempre abiterà la giustizia.

E poi darà il Cielo ai Suoi eletti, dove non sarà più né lutto né affanno, né malattia né morte, né demonio tentatore né peccato, “perché le cose di prima sono passate” (Ap 21,4), ma solo luce e pace, canto e giubilo, grazia e bellezza, comunione e gioia senza fine. Nei Cieli si celebrerà il grande banchetto di nozze del Figlio di Dio con la sua Sposa, che è la Chiesa, davanti a tutta l’umanità che sarà degna di parteciparvi. Allora splenderà la Sposa “con ori di Ofir” (Sal 45,10), con splendida veste, con preziosi ricami e gioielli, “senza macchia e senza rughe” (Ef 5,27), degna dello Sposo divino e della corte celeste davanti a Dio.

A Dio Padre è piaciuto fare per Suo Figlio un Regno degno di un Dio. Tutto infatti, è stato fatto “per mezzo di Lui e in vista di Lui” (cfr. Col 1,16): Cielo e terra, gerarchie angeliche e terrestri, popoli e nazioni. “Fin dalla fondazione del mondo” (Mt 25,34 ) questo Regno è preparato per coloro che Lo amano, per coloro che hanno fatto dell’amore la loro legge, così come si evince dall’ultimo giudizio      (cfr. Mt 25,31-46). A questo Regno, tutti sono chiamati: uomini e angeli; ma non tutti vi entreranno: “molti chiamati, ma pochi eletti” (Mt 22,14). Prima viene la prova della libertà e poi il giudizio di Dio. Ad ognuno sarà dato ciò che avrà scelto: o l’io o Dio.

Chi sono gli eletti?

Gesù stesso ne fa un elenco abbastanza indicativo nelle Beatitudini, come si evince dal Discorso della Montagna (cfr. Mt 5,3-12):

-i poveri di spirito, cioè quelli che hanno il cuore attaccato a Dio e distaccato dai beni terreni;

-gli afflitti che non bestemmiano, ma tutto sopportano e attendono la consolazione di Dio;

-i miti, cioè coloro che non rispondono alla violenza con altra violenza, ma con la pazienza;

-quelli che hanno fame e sete della giustizia divina, convinti che Dio la farà presto;

-i misericordiosi, coloro che si commuovono delle necessità materiali e spirituali dei miseri;

-i puri di cuore, che non hanno idoli dentro di sé, ma amano Dio sopra ogni cosa e lo vedono già;

-gli operatori di pace, che col loro sacrificio riescono a vincere odi e rivalità tra gli uomini;

-i perseguitati per causa della giustizia, cioè per la loro onestà, per il loro amore a Dio;

-i veri discepoli di Cristo, che subiscono calunnie e persecuzioni per la loro fedeltà a Gesù.

Via via che il Vangelo si diffonde su tutta la terra, il Regno di Dio avanza, anche se patisce violenza e sono i violenti coloro che se ne impadroniscono (cfr. Mt 11,12).

Agli eletti è richiesto di testimoniare la verità del Regno e se è necessario anche di dare la vita per esso, come fecero il Battista prima, e poi lo stesso Gesù davanti al Sinedrio e a Pilato, e infine gli Apostoli e tutti i Santi. Gesù fu condannato alla croce perché testimoniò di essere Lui il Re di quel Regno che era stato promesso dai Profeti, il Regno messianico, il Regno di Dio, che non è di questo mondo, ma deve venire nel mondo, com’è vero che Dio non promette invano.

Questa era la speranza del Popolo d’Israele all’uscita dall’Egitto. Prima essi sperimentarono l’afflizione, la privazione della libertà, lo sterminio, le vessazioni degli aguzzini; poi videro le dieci piaghe divine sugli egiziani e credendo alle promesse di Mosè partirono per il deserto e per la Terra dove scorre latte e miele. Un sole innocuo li illuminava di giorno e una colonna di fuoco la notte “per il glorioso emigrare” (Sap 18,5), finché non loro ma i loro figli poterono entrare in possesso dell’eredità di Abramo, mediante Giosuè. Essi offrirono sacrifici a Dio secondo l’Alleanza stipulata al Sinai, e Dio fu fedele alle promesse.

Ora noi possediamo migliori promesse e la Nuova ed Eterna Alleanza stipulata non col sangue di agnelli e di vitelli, ma col Sangue del Figlio di Dio immolato sulla croce al Calvario. Da allora dura il glorioso migrare dei figli di Dio verso il Cielo, vera Patria promessa, mentre il mondo tutto posto sotto il Maligno si accanisce contro di loro con persecuzioni senza fine. Gli Angeli di Dio li proteggono nel cammino, guidato come Sole di giustizia da Gesù e dai suoi rappresentanti. Durante la notte ecco la colonna luminosa della Vergine Maria, che rischiara le tenebre e rende sicuro il cammino del popolo di Dio verso la meta celeste.

Oggi questo cammino è più difficile che mai, perché tutta la terra inneggia a Satana. Egli cattura gli uomini col peccato, col rifiuto di Dio e la ribellione, col denaro e la magia, con l’inganno del lusso e delle ricchezze, con le infinite alienazioni dell’alcol, della droga, dei giochi d’azzardo, del turismo sessuale, con i surrogati della religione quali le sette, i riti pagani, le false religioni, che oggi dominano il mondo, mentre la santa fede cattolica si va rarefacendo sempre più. Siamo arrivati al punto che non tiene più neanche la legge naturale; è sparita la fedeltà e il timor di Dio; avanza la ribellione e la tracotanza; lo scandalo diventa motivo di plauso e di orgoglio. Tutti battono le mani alla menzogna e alla vanità.

“Uscite, popolo mio, da Babilonia per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli” (Ap 18,4), è detto. Questa uscita si fa consacrandosi al Cuore Immacolato di Maria: questo è l’unico luogo pulito e incontaminato, dove il male e la morte non possono entrare e dove Dio si compiace di abitare e fare grazia. Questo è il vero rifugio degli eletti di Dio. Qui c’è pace e qui è l’altare dei profumi e del santo sacrificio gradito a Dio.

 


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