Esclusivo. Il poeta Strinati: “Preghiera ed Esperanto danno vita a un luogo altamente terapeutico”


Di Matteo Orlando

Uscito da pochissimi giorni per Edizioni Segno, l’ultimo libro del poeta, scrittore ed esperantista marchigiano Fabio Strinati, ha un titolo delicato: “Frugale trasparenza“.

L’intera raccolta è dedicata a Carlo Acutis, studente italiano venerato come Beato dalla Chiesa cattolica, morto nel 2006, stroncato da una leucemia fulminante all’ospedale San Gerardo di Monza. Strinati, definisce Carlo Acutis, come:” Autentico faro, modello di Santità”. Un ragazzo toccato dalla mano di Dio: semplice, spontaneo, ricco di valori e di inestimabile bellezza”.

Informazione Cattolica ha intervistato il dottor Strinati.

Classe 1983, Fabio Strinati ha debuttato come poeta nel 2014 con il libro «Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo». Sue poesie, presenti in diverse riviste e antologie letterarie, sono state tradotte in romeno, in bosniaco, in spagnolo, in albanese, in francese e in inglese, mentre in lingua catalana è stato tradotto da Carles Duarte i Montserrat, e in lingua croata, dalla poetessa Ljerka Car Matutinovic. Strinati è il direttore della collana poesia per le «Edizioni Il Foglio» e cura una rubrica poetica dal nome «Retroscena» sulla rivista trimestrale del «Foglio Letterario».

Strinati, perché dopo molti libri di poesia, un libro di preghiere?

Perché sono stato in grado di avvicinarmi a Dio attraverso la dimensione del “canto devozionale”; ogni componimento è colorato col saggio pennello dell’esplorazione. Ogni verbo è frutto d’un albero fecondo ed immortale e… ogni scelta nasce da un’assidua ricerca perfettamente allineata con il Sacro, con la fedeltà e con la devozione. Una devozione pregna di gioia, assolutamente infinita.

Cosa trova il lettore all’interno della sua raccolta di preghiere?

Una raccolta di poesie che si fanno preghiera e invocazione a Dio nel riconoscerne la presenza in ogni cosa della natura, che se da una parte infonde pace e serenità con la sua bellezza e perfezione, dall’altra suscita un senso di fragilità che trova consolazione nel dialogo con il Padre.

Da dove nasce esattamente il titolo della raccolta, “Frugale trasparenza?”.

Da un pensiero che si fa preghiera nel momento in cui ad occhi aperti si osserva il cielo infinito e siderale. Più che un titolo, “Frugale trasparenza”, assomiglia a un sentiero che si nutre di fertile purezza, tramite il Dono del Santissimo Padre, che permea ogni verso col candore intimo della “frugalità” perfetta e smisurata.

Come mai ha deciso di dedicare l’intera raccolta poetica a Carlo Acutis?

Perché credo che abbia lasciato dentro a ognuno di noi un ricordo nitido, profondo ed indelebile. La sua breve ma intensa testimonianza di vita autenticamente cristiana, gli ha permesso di diventare un faro, un punto di riferimento. La sua luce è prospera, mentre il suo giardino, semplicemente verdeggiante.

Oltre che poeta e scrittore, è anche esperantista. Come mai l’Esperanto?

L’esperanto è una lingua di pace, di speranza e aggregazione. Abbatte i muri, le barriere. Unisce e non divide. Parla al cuore della gente.

Le è mai balenata l’idea di scrivere un libro di preghiere in lingua Esperanto?

Sinceramente sì, proprio perché credo che le due dimensioni (Preghiera ed Esperanto), possano dar vita a un luogo altamente terapeutico; Anima e Spirito che si tengono per mano al centro di una stanza bianca, inebriata da profumi intensi, freschi e liturgici. Credo che sarebbe fantastico, addirittura magico, poter creare un libro che abbia le tipiche sembianze, della speranza autentica.


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