Gli stolti temono più la pandemia che la spada di Cristo


 

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Isaia dice che il Messia sarà della discendenza di Davide e pieno dei doni dello Spirito: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, (pietà) e timore di Dio. “Giudicherà con giustizia i miseri. Percuoterà il violento con la verga della sua bocca” (Is 11,4). Poi vi sarà come un nuovo Eden: “Il lupo dimorerà insieme con l’a- gnello… il vitello e il leoncello pascoleranno insieme…Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera” (v. 6.8).

Vi sarà un profondo rinnovamento spirituale: “Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la cono- scenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare” (v. 9). E cosa ancora più bella, tutte le genti verranno a Sion: “In quel giorno avverrà che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa” (v. 10).

Tutto questo si realizzerà alla seconda venuta di Cristo, quando egli instaurerà il suo Regno eterno, dopo aver fatto “pulizia” su tutta la terra. Gli stolti temono più la pandemia che la spada di Cristo.

Se vedere Gesù è un desiderio di molti e un privilegio di pochi, ricevere le sue comunicazioni può essere di tutti: basta essere “piccoli”.

A questi egli si rivela e fa conoscere il Padre. Ai sapienti e ai dotti Dio si nasconde, perché sono superbi e credono solo alle loro tesi.

La via giusta per conoscere Dio è l’umiltà e l’amicizia di Cristo. Beati i cuori che lo amano!


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