I più costruiscono la propria vita sul gusto personale o il consenso degli altri: al primo scossone perdono la fede!


Di Padre Giuseppe Tagliareni

Il Signore farà sorgere nella terra di Giuda una “città forte” (Is 26,1), dove farà entrare un popolo che si mantiene fedele. “La sua volontà è salda; tu le assicurerai la pace, perché in te confida” (v. 3).

Invece, la città eccelsa (Babilonia) sarà rasa al suolo e i piedi degli oppressi la calpesteranno. “Il sentiero del giusto è diritto” (v. 7), perché egli segue i comandi del Signore. L’empio invece, tutto distorce; la divina clemenza per lui diventa inutile: “non guarda alla maestà del Signore” (v. 10) e non percepisce le sue minacce. Gli eletti sono stati colpiti, ma poi liberati. Dio li ha messi alla prova ed essi lo hanno cercato.

“Di nuovo vivranno i tuoi morti. I miei cadaveri risorgeranno! Svegliatevi ed esultate voi che giacete nella polvere. Sì, la tua rugiada è rugiada luminosa, la terra darà alla luce le ombre” (v. 19), assicura il profeta. “Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze. Nasconditi per un momento, finché non sia passato lo sdegno. Perché il Signore esce dalla sua dimora per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra” (vv. 20-21).

Solo chi fa la volontà di Dio entrerà nel suo Regno. La sua Parola è il fondamento incrollabile della vita, come una casa costruita sulla roccia: a tutte le intemperie resisterà. Pochi lo fanno; i più costruiscono la propria vita secondo il proprio gusto, oppure il consenso degli altri, dicendo: Che c’è di male? Lo fanno tutti! Ma al primo scossone perdono la fede.

 


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