Shemà. Commento al Vangelo del 3 dicembre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO :  giovedì 3 dicembre 2020

 San Francesco Saverio

Oggi ricordiamo un grande santo, patrono delle missioni: san Francesco Saverio, che spese tutte le sue energie per trasmettere la fede in Cristo Risorto alle popolazioni del lontano Oriente, dall’India all’Indonesia, fino al Giappone. Nato in Navarra nel 1506, dopo aver incontrato Ignazio da Loyola a Parigi, quando studiava teologia, decise di condividere con Ignazio, anche lui spagnolo, l’avventura della fondazione dell’ordine Gesuita, che venne chiamato Compagnia di Gesù. Partì quindi come missionario in Oriente, affidandosi solo alla Provvidenza di Dio e alla grazia della sua grande fede. Morì sfinito di forze, sull’isola di Shangchuan, mentre stava progettando di portare il Vangelo in Cina. L’ardore missionario che qualifica la testimonianza di fede di San Francesco Saverio sia il dono che oggi riceviamo in questa liturgia, il cui Vangelo ci trasmette la verità profonda della fede in Dio, secondo la novità di Gesù che ce la rende amabile. L’importante non è dire belle parole su Dio, bensì fare la volontà del Padre e quindi essere una rivelazione del suo amore e della sua presenza nel mondo. E questo Vangelo ci mostra le caratteristiche di chi fa la volontà del Padre, cioè di chi sa cogliere e realizzare il desiderio di Dio per l’umanità intera. La prima caratteristica è quella della solidità che ci viene dalla certezza che Dio viene a salvarci, che viene a vivere con noi. Riesce a realizzare il desiderio di Dio, il Suo progetto di amore e di pace per noi, solo chi è capace di costruire la casa, luogo di origine, culla delle  relazioni, luogo in cui si impara ad amare. Ma la casa ha bisogno di solidità, deve essere edificata sulla roccia, altrimenti crollerà subito! Non basta costruire una casa, non basta dire “Signore, Signore”, ma perché sia solida bisogna che sia edificata sulla roccia, cioè bisogna sapersi affidare a Dio. Nella Sacra Scrittura la roccia, infatti, è Dio stesso, come ci fa pregare il Salmo 18: “Ti amo, Signore, mia roccia“. E’ la roccia che sostiene la casa, le relazioni, gli affetti, l’amore, il bene! E’ la roccia che non crolla nei momenti di difficoltà e di tempesta! Preghiamo allora oggi il Signore che ci renda forti nell’amore, come san Francesco Saverio, capaci di affrontare anche le difficoltà grazie alla fede nell’amore di Dio, che è forte e ci rende forti, perché possiamo attendere il Signore con fede vera, in questo tempo di grazia, in questo giorno in cui ancora avremo modo di ringraziare e benedire insieme il Dio che ci ama. Buona giornata!

Mt 7,21.24-27

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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