L’Italia? “Una ruota quadrata che non gira”, gli italiani? “meglio sudditi che morti”


Di Diego Torre

Il 54° rapporto Censis del 2020 fotografa una triste società italiana, dominata da pessimismo, ansia e paura.

Esaurito l’ottimismo immotivato della danza nei balconi e dell’“andrà tutto bene” che aveva contraddistinto i primi mesi della pandemia, gli italiani sono diventati, se non proprio neri, sicuramente grigio-scuri. Calati del 23% i redditi dei lavoratori autonomi, 841 mila occupati in meno e 1.424.000 che non cercano più lavoro, 5 milioni di lavoratori a nero “scomparsi”; gli studenti chiusi in casa sempre più asociali; nessuna voglia di fare figli, il cui numero decresce di anno in anno ormai da decenni. La paura fa chiedere di mantenere e aumentare le restrizioni (80%), il 44,8 pensa che il dopo pandemia sarà ancora peggiore, le spese per cenoni e regali sono più che dimezzate.

Ma il dato più allarmante è la prevalenza nel 73,4% degli italiani di paura ed ansia. Ed è infine terribile che il 57,8% sia pronto a rinunciare alle libertà personali di movimento e di relazione, per salvare la salute collettiva. Il 38,5% è pronto a rinunciare ai propri diritti civili e politici in favore di un maggiore benessere economico. Il 49,3% dei giovani ritiene giusto essere assistito prima degli anziani.

Sono notizie che avranno riempito di soddisfazione il nostro governo, che le libertà personali, come le competenze del parlamento e l’autonomia delle regioni, le calpesta ormai impunemente da un pezzo. Saranno soddisfatti i media asserviti al potere che terrorizzano e confondono gli italiani ormai da febbraio. Hanno fatto un buon lavoro!

Si prepara per il futuro una nazione di schiavi pronti a rinunciare ad ogni libertà e dignità in cambio del benessere materiale.


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Penso che la tv abbia fatto molto influenzando gli italiani su come vivere e come non vivere