Shemà. Commento al Vangelo del 7 dicembre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Lc 5,17-26

lunedì 7 dicembre 2020

Sant’Ambrogio

Oggi ricordiamo S. Ambrogio di famiglia romana cristiana, governatore delle province del nord Italia, fu acclamato vescovo di Milano il 7 dicembre 374. Il suo ministero fu autorevole non solo per la sua capacità di governo, ma anche per la sua altezza spirituale e morale. C ha lasciato un patrimonio di opere liturgiche, di commentari delle Scritture, di trattati ascetico-morali, così come documenti che attestano la sua attenzione nell’arte del governo. Ambrogio è il padre di un particolare rito liturgico che è rimasto intatto fino ad oggi e che, ispirandosi alla  ricchezza della tradizione orientale, oggi porta ancora il suo nome.  Preghiamo allora oggi S. Ambrogio che ci aiuti a meditare e a mettere in azione ciò che il Signore ci trasmette nella liturgia che oggi celebriamo. Il vangelo ci mostra subito Gesù che insegna, poi gli viene messo davanti un paralitico, trasportato da quattro uomini. Essere paralitico al tempo di Gesù significava che sicuramente quell’uomo non poteva più fare la vita di tutti: per prima cosa aveva perso il lavoro, poi anche una vita sociale, e forse quei quattro amici erano i soli rimasti attorno a lui, e cercavano per lui un modo per reagire a quella situazione. Comprendiamo allora il grande valore dell’amicizia, che mette in moto tutto, permette di camminare, quando noi non possiamo procedere. Questo vede Gesù: la fede di questi amici, la loro speranza in Gesù, per quell’amico. Così il paralitico viene guarito lì, davanti a tutti, come segno di questo gesto bellissimo amore fraterno. Ma nel racconto, come nella vita, c’è sempre gente che non è contenta, che non accoglie la bellezza dell’amicizia, che viene infastidita dalla profondità divina che alcuni gesti di solidarietà e di conforto possono significare. Gesù non si cura di chi non vede il bene: proclama la speranza dei quattro amici e dona libertà assoluta a quell’uomo. Assoluta perché sciolta, svincolata da tutti i giudizi e i sensi di colpa che quell’uomo aveva a causa del suo stato di infermità. Ma non solo! Gesù assicura la vicinanza di Dio a quell’uomo che era stato colpito dall’infermità. Ora è integro nello Spirito, per questo il corpo guarisce! Questo è importante per Gesù, tanto che si ferma a giustificare la sua azione, facendo capire che la sua è azione di guarigione vera, profonda, totale e questa guarigione è possibile se si vede l’amore tra le persone. L’amore, il farsi carico dell’altro. E quando c’è l’amore fraterno, allora c’è Dio che guarisce tutto. Allora oggi chiediamo al Signore che per intercessione di Sant’Ambrogio ci doni la grazia di praticare l’amore fraterno, l’amicizia vera, quella che porta a Gesù e che rende possibile per tanti la vera guarigione. Buona giornata!

Lc 5,17-26

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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