L’ Immacolata Concezione: Maria privilegiata nel mistero dell’Incarnazione


Di Anna Tortora

La solennità dell’Immacolata Concezione ci invita a leggere e a contemplare l’inizio della storia della redenzione che comincia con l’annuncio che l’arcangelo Gabriele porta a Maria.

Dio scelse una giovane donna ebrea, Maria, per rinnovare la sua alleanza e amicizia con tutti gli uomini.

Mandò da lei l’angelo Gabriele per annunciarle che sarebbe diventata la madre di Gesù, il Figlio di Dio, il Salvatore.

San Tommaso D’Aquino afferma che: “Non c’è vita senza una madre. Anche la vita soprannaturale ha una madre: la madre della grazia divina, comune rifugio di tutti i cristiani”.

“Il posto unico occupato da Maria nel mistero dell’Incarnazione in quanto madre del Redentore nella fede, ce la fa venerare innanzitutto come la prima dei redenti. Ciò va inteso non in senso cronologico, poiché anche prima della venuta di Cristo era possibile essere salvati per l’attesa di colui che doveva venire. Noi la nominiamo la prima dei redenti, perché è posta al vertice dell’umanità redenta di tutti i tempi” (così R. Laurentin).

Sono trascorsi quasi due secoli da quando il dogma dell’Immacolata Concezione è stato definitivamente proclamato da papa Pio IX il giorno 8 Dicembre 1854 e il culto relativo si è trionfalmente diffuso in tutto il mondo cristiano.

Il dogma dell’Immacolata Concezione afferma ciò che vi è di più radicale nella redenzione di Maria per opera di suo Figlio; non solo Maria fu esente, per grazia, da ogni colpa personale,  “ma fu salvata fino all’esenzione dalla colpa originale ereditaria, fu Santa fin dalla sua concezione; in altre parole: in nessun momento il peccato ebbe la minima presa su di lei…
La Liturgia e la Bolla di Pio IX vedono la base scritturistica dell’Immacolata Concezione nel protovangelo (Gn 3,15) e nel saluto che l’Angelo rivolge Maria nell’Annuncizione (Lc 1,28)”, scrive Luigi Melotti.

Dove noi ora vediamo con la certezza di fede la perfezione della salvezza in Maria, i maggiori teologi, per tanto tempo, hanno visto l’esclusione di una necessità di Redenzione: essi pensavano che senza peccato Maria non avrebbe avuto bisogno di essere salvata.

Fu necessaria una lunga maturazione teologica per superare questo scoglio.

Infatti, mentre i Padri della Chiesa d’Oriente, avevano posto Maria al di sopra del peccato e la chiamavano “più pura degli Angioli, giglio purissimo…”, in Occidente, vi era una certa resistenza, perché affermare che Maria era immacolata, quindi concepita al di fuori del peccato originale, voleva dire che Ella non aveva bisogno della Redenzione, e questa non si poteva dire universale.

Il beato Giovanni Duns Scoto intuì che la Madonna era stata redenta da Gesù con una Redenzione preventiva, prima e fuori del tempo; preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo Figlio divino.

“Il dogma dell’Immacolata Concezione ci fa vedere come Dio abbia avvolto di un amore paterno e prevenniente l’inizio dell’esistenza della sua umile Serva; grazie a questo amore, Maria è sempre stata Tutta Santa”, aggiunge Luigi Melotti.

S.N Bulgakov, ad esempio, evidenzia l’importanza della Vergine Maria nell’incarnazione, affermando come lei sia il principale evento della Chiesa veterotestamentaria. Infatti, la sua divina maternità, che si esprime nella sua immacolatezza, ha permesso l’incarnazione.

“È utile ricordare che la purezza di Maria è volontà di Dio, poiché nessuna creatura sarebbe stata capace di incontrare Dio senza ridursi in polvere, atto che Dio compie attraverso lo Spirito che scende sulla Vergine”, ha spiegato Antonio Gatto.

“L’ attestazione della veridicità dell’umanità di Cristo, attraverso Maria, esprime quel principio fondamentale espresso dai Padri secondo cui: ‘ciò che non è assunto non può essere salvato’, investendo quindi, una grossa importanza sul piano soteriologico”, ci ha ricordato S.N Bulgakov.

Il privilegio dell’Immacolata Concezione non è concesso a Maria come ad una persona isolata dal resto dell’umanità.
“Esso è anzi di natura funzionale”, ci ricorda Luigi Melotti. “È in vista di suo Figlio, e in vista di tutta l’ultima da redimere, che Maria è tutta santa fin dalla sua origine. Certo Maria è una persona, e in quanto tale non si lascia ridurre a una pura funzione; i suoi privilegi ridondano dunque sempre a sua gloria personale. Rimane comunque vero che la persona di Maria non sarebbe stata chiamata ad una simile gloria se non fosse stata predestinata a quel compito unico che essa esercita nel ruolo della salvezza, insieme e subordinatamente al Figlio suo”.

 


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