Messi alla prova la fede dei più viene meno e pensano di allearsi con le potenze mondane


Di Padre Giuseppe Tagliareni

L’attesa dell’intervento di Dio a favore dei suoi eletti contro tutti i nemici può essere lunga e snervante, ad occhio umano.

Molti allora cominciano a lamentarsi e forse anche a dubitare. Dicono: “Dov’è Dio? Se c’è, perché non interviene? Fino a quando dovremo assistere a tante ingiustizie?”.

Messi alla prova, la fede dei più viene meno e magari si pensa di farsi giustizia in altri modi, di allearsi con potenze mondane. Ma Dio è colui che fa uscire l’esercito delle stelle e le chiama tutte per nome, “la sua intelligenza è inscrutabile” (Is 40,28).

I suoi disegni ci superano da ogni parte. Per questo Egli richiede la fede; ma conoscendo la nostra debolezza e incostanza ci viene in aiuto. “Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato” (v. 29).

A volte è la malattia a metterci alla prova, a volte i rovesci di fortuna, a volte le angherie o le persecuzioni dei nemici, a volte l’abbandono degli amici e dei familiari: allora può venir meno la fiducia. “ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (v.31).

“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”, dice il Salvatore.

È l’Eucaristia quotidiana che ci dà forza.

“Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”. Il giogo di Gesù è la croce accettata per amore.

 


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