Laicisti, marxisti, atei, affiliati alle sette, opprimono chi è rimasto fedele a Cristo


Di Padre Giuseppe Tagliareni

Israele è la più piccola di tutte le nazioni e popoli ben più grandi lo hanno oppresso: assiri, babilonesi, egiziani: tutti idolatri. Davanti alla loro grandezza e potenza, Israele è un “vermiciattolo” (Is 41,14). Ma Dio viene in suo aiuto, perché è il suo Redentore e lo renderà come una trebbia acuminata, che triturerà monti e colline e ridurrà tutto in paglia che il vento disperde.

Per gli assetati del suo popolo Dio farà spuntare sorgenti nel deserto e la sua mano potente pianterà ogni sorta di alberi trasformando il luogo arido in giardino. Quanto Isaia annunzia, l’apostolo Giovanni lo vede realizzato nella Terra nuova creata dal Signore per gli ultimi tempi. Lì vi sarà la nuova Gerusalemme per il popolo degli eletti e Dio abiterà con loro. La Città santa sarà innalzata e tutte le nazioni ne canteranno la gloria.

Nell’interpretazione mariana si può dire che la “piccola” Maria con la forza del Signore ridurrà in pula la potenza delle genti ostili: laicisti, marxisti, atei, affiliati alle sette anticristiane, che oggi opprimono i pochi eletti rimasti fedeli.

La Legge e i Profeti fino a Giovanni Battista annunziano il Messia redentore degli uomini. Egli è venuto e con la sua redenzione instaura il nuovo regime della grazia, immensamente superiore al vecchio ordine.

In verità, la gran parte degli uomini non conosce neanche i Comandamenti e le profezie: essi si aggrappano ai beni del mondo, che presto con la morte dovranno lasciare.


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