Attacchi a natalità e genitorialità, dal Governo e dai seguaci di Malthus


IL RECOVERY PLAN DI CONTE: TUTTO ALL’AMBIENTE E NIENTE ALLA FAMIGLIA. SCIAGURATE CAMPAGNE DELLE ONG CONTRO LA SOVRAPPOPOLAZIONE CHE OMETTONO PERÒ I DISASTROSI EFFETTI ECONOMICI E SOCIALI DELLA POLITICA DEL FIGLIO UNICO…

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Di Umberto Spiniello

Presentata la bozza del Recovery Plan, un dettagliato programma relativo ad investimenti, piani e riforme che il governo intende realizzare. Il contenuto di questo documento programmatico è determinante per ottenere le risorse economiche del Recovery Fund dall’ UE. 

La bozza presentata dal governo lunedì prevede un investimento totale di 196 miliardi di euro, sui 209 previsti dal Next Generation EU. L’impegno del governo per la ristrutturazione e la crescita dell’Italia è suddiviso in 6 linee guida: rivoluzione verde; digitalizzazione; infrastrutture; istruzione e ricerca; inclusione sociale; salute. Una parte importante sarà dedicata alla rivoluzione green: saranno 74,5 i miliardi destinati alla transizione verso un Paese ecologicamente più sostenibile.

Il documento prevede inoltre 17, 1 alla parità di genere ed alla coesione sociale e territoriale. Ma dato il profilo ideologico dei partiti di governo sulla questione “parità di genere” non possiamo aspettarci niente di buono.

Infine solo 9 miliardi di euro saranno destinati alla sanità per assunzioni e ammodernamento.

Considerando i tempi di emergenza sanitaria mondiale, il governo in carica stanzia pochi spiccioli a fronte dei bisogni delle strutture sanitarie nel nostro Paese.

Tuttavia la sanità potrebbe ritenersi “fortunata”, considerando che molti settori e ministeri competenti sono stati esclusi dalla programmazione del Recovery Plan.

Colpisce la totale assenza di un piano strutturale di sostegno economico per la famiglia.

Proprio così il Recovery Plan  non prevede alcun aiuto specifico per la famiglia, la voce risulta totalmente assente e per questa ragione che il ministro Bonetti minaccia dimissioni.

Elena Bonetti dichiara a Radio Capital: “ho giurato sulla Costituzione italiana, che prevede un processo democratico che deve essere tutelato e mantenuto: nel momento in cui non fossi più nelle condizioni di rispettare questo giuramento, anche per coscienza personale, rassegnerei le dimissioni assieme a Teresa Bellanova”.

Inoltre il ministro indirizza un chiaro messaggio direttamente al premier Giuseppe Conte: “Riteniamo che per essere al servizio del nostro paese dobbiamo lavorare insieme per fare progetti concreti per rilanciare l’Italia: serve farlo come governo, che deve essere guidato dall’indirizzo del parlamento, cioè dai cittadini che lo hanno eletto”. 

I progetti del Recovery Plan non nascono a caso ma si inquadrano in un contesto internazionale ben preciso.

Abbiamo nelle settimane passate seguito il caso del veto di Polonia e Ungheria proprio sui vincoli “morali” legati agli stanziamenti dei fondi UE. Ma come se non bastasse, alla “dimenticanza” sulla famiglia si aggiunge un vero e proprio attacco alla natalità e alla genitorialità sul piano internazionale.

Siamo stati già abituati alle sciagurate campagne delle ONG contro la sovrappopolazione che omettono però i disastrosi effetti economici e sociali della politica del figlio unico costati alla Cina.

O alle dichiarazioni di Alexandra Ocasio-Cortez “Siamo fottuti. Mi spiace dirvelo ma quando si parla di clima siamo davvero fottuti. Esiste una minaccia globale per il pianeta, c’è consenso scientifico sul fatto che la vita dei bambini sarà molto difficile e questo dovrebbe portare i giovani a una domanda legittima: è giusto avere ancora figli?”. 

Ed ecco che dagli USA arrivano campagne volte a sensibilizzare le coppie a non fare figli per il bene del Pianeta e dell’ambiente.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Climatic Change il 6 per cento di 600 intervistati  (americani in gran parte bianchi, molto istruiti e liberali) provano rimorsi per avere fatto dei figli e lo studio registra dichiarazioni quali “Mi dispiace di averne (figli) perché ho il terrore che dovranno affrontare la fine del mondo” o ancora “il cambiamento climatico è l’unico fattore per me nella decisione di non avere figli.”. Dopo due secoli Sir. Malthus colpisce ancora!


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