Per la contro-rivoluzione cattolica abbiamo una Celeste condottiera


ASSISTIAMO AD UN PROCESSO DI SCRISTIANIZZAZIONE E DI DISUMANIZZAZIONE I CUI EFFETTI SONO EVIDENTI. L’UMANITÀ È AVANZATA VERSO QUEL RELATIVISMO CHE SEMBRA LA SINTESI FINALE DELLA MORTE DI DIO (MA ANCHE DELL’UOMO), PROFETIZZATA DA NIETZSCHE. MA C’È UNA LA SCELTA “PASTORALE” URGENTE CHE IL CIELO NON SMETTE DI CHIEDERE…

***

Di Diego Torre

L’intervento dell’Immacolata, mistico o visibile, accanto ai fratelli di Suo Figlio e alla Chiesa, nei momenti difficili, è esteso quanto la stessa storia della Chiesa. Infatti “Ogni qualvolta che parve quasi scendere la notte sul mondo, si vide spuntare nel cielo Maria, stella del mattino”(Pio XII, Convegno Congregazioni Mariane 26.04.58).

Noi assistiamo, da almeno mezzo millennio, ad un processo di scristianizzazione e di disumanizzazione i cui effetti sono evidenti. L’allontanamento da Dio, a partire dal cosiddetto Umanesimo, ha riesumato, anche tra i popoli di antica evangelizzazione, istituti e norme ormai superati dalla civiltà cristiana (divorzio, aborto, eutanasia, schiavitù), e, da ideologia in ideologia, l’umanità è avanzata verso quel relativismo che sembra la sintesi finale della morte di Dio (ma anche dell’uomo), profetizzata da Nietzsche; una crisi plurisecolare che investe ormai anche la Chiesa. E’ un processo che ha distolto milioni di uomini dalla retta interpretazione delle sacre scritture e dalla pratica dei sacramenti, ha aggredito i valori naturali della famiglia e della proprietà, ha surrogato la sussidiarietà con lo statalismo accentratore, ha colpito le aggregazioni derivanti dal lavoro, dalla cultura, dalle arti e dal territorio, svuotandole della loro autonomia, ha idolatrato il lavoro sminuendolo a mezzo di esclusivo arricchimento e  successo, ha degenerato il ruolo del capitale a mezzo di sfruttamento e gli ha contrapposto il livellamento comunista, col medesimo effetto di ridurre l’uomo alla dimensione economica, ha subordinato la politica all’economia e l’economia alla finanza, ha attentato alla vita con un uso sacrilego, diabolico ed omicida della scienza, ha sommerso i popoli con pornografia, pedofilia, traffico d’organi, schiavitù e prostituzione minorile, fame e miseria su scala continentale, omosessualità, immoralità pubblica e privata, tumori, aids, devastazione dell’ambiente, atrofia delle menti e formazione artificiosa dell’opinione pubblica con i mass-media, estinzione delle personalità con la droga, perdita dell’identità sessuale, personale, familiare, culturale, nazionale, religiosa; ed ancor peggio, con superstizione, parapsicologia, esoterismo, magia, spiritismo e satanismo.

Scriveva Juan Donoso Cortes, uomo politico e diplomatico spagnolo, fautore fra l’altro della nascita di un asse politico cattolico, che tenterà l’avventura messicana di Massimiliano d’Asburgo, al card. Fornari nel 1852, a proposito dell’Immacolata Concezione: “tra gli errori contemporanei non ve n’é alcuno che non si risolva in un’eresia; e tra le eresie contemporanee non ve n’é una che non si risolva in un’altra, già condannata nel tempo antico dalla Chiesa”. Ciò vale in particolare per la negazione del peccato originale, ovvero l’immacolato concepimento dell’uomo, su cui sono incentrati tutti gli errori moderni. Da esso infatti derivano valutazioni erronee delle tre facoltà dell’uomo:

1-la ragione sarebbe in grado di giungere da sola alla verità, per cui non vi sarebbe limite alla libertà dell’uomo (liberalismo);

2-la volontà, buona per natura, troverebbe in ambito politico, nella maggioranza che avrebbe sempre ragione, una legittimità d’azione senza limiti (democrazia senza valori);

3-gli istinti, tutti naturali e quindi legittimi, non andrebbero pertanto frenati, col conseguente abbattimento di ogni limite morale, sociale ed economico (comunismo, anarchia).

La corrispondenza di ogni errore in campo filosofico e politico-sociale ad un’eresia, è la premessa di tutto il Sillabo. Esso venne promulgato l’8 dicembre 1864 con l’enciclica Quanta Cura, che  il Beato Pio IX concludeva  chiedendo l’intercessione “dell’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio che sconfisse tutte le eresie dell’universo mondo”. E’ il ruolo a cui l’Immacolata è chiamata da Genesi ad Apocalisse “L’Immacolata schiaccia il capo del serpente e distrugge il suo enorme corpo composto dalle più svariate eresie dei vari tempi e luoghi” (San Massimiliano Kolbe, SK 1330).

Il demonio promette l’autosufficienza all’uomo e così ne stimola la superbia e lo spinge alla ribellione.  L’Immacolata Concezione è la riaffermazione dell’onnipotenza divina e della dipendenza dalla grazia per raggiungere la perfetta felicità a cui l’uomo è chiamato, non nella disobbedienza ma nella fedeltà. Nell’azione come nel concetto l’Immacolata Concezione è la Persona nonché il dogma, che si oppone a tutte le azioni dell’inferno e degli uomini malvagi nonchè alla radice di tutti gli errori umani. Opposizione personale che è anche concettuale ed essenziale.

Tutto ciò trova poi la sua formale e magisteriale conferma nell’enciclica Ad Diem Illum di S.Pio X, promulgata in occasione del 50° anniversario della proclamazione del dogma.

“…da dove cominciano i nemici della fede quando vogliono spargere dappertutto i loro gravi errori, che fanno vacillare la fede di molti? Negano che l’uomo sia mai decaduto per il peccato, e sia stato perciò degradato dalla sua primitiva condizione. Perciò ritengono una favola non solo il peccato originale, ma anche i danni che ne scaturirono: che, cioè, la radice del genere umano sia corrotta; che tutta la discendenza degli uomini sia guastata; che in tal modo sia entrato tra gli uomini il male, e che quindi fosse inevitabile la necessità di un Riparatore. Ammessi questi principi, è facile comprendere che non vi è posto per Cristo, per la Chiesa, per la grazia, e per tutto l’ordine soprannaturale: in una parola, l’intero edificio della fede viene scosso dalla base.

Al contrario, se i popoli crederanno e riconosceranno che Maria Vergine fin dal primo istante della sua concezione fu libera da ogni macchia, necessariamente ammetteranno anche il peccato originale, la redenzione degli uomini per mezzo di Cristo, il Vangelo, la Chiesa e, infine, la stessa legge de1 dolore: principi che sradicheranno e scuoteranno tutto ciò che sa di « razionalismo » e di « materialismo »; di modo che al cristianesimo spetterà il merito di aver custodita e difesa la verità.

Inoltre i nemici della fede, specialmente ai nostri tempi, per raggiungere il loro scopo di strappare più facilmente dai cuori la fede stessa, audacemente mettono sotto i loro piedi con la loro attività e coi loro insegnamenti il rispetto e l’ubbidienza dovuti alla autorità della Chiesa e ad ogni umano potere. Di qui ha origine l’anarchia, che è il pericolo più funesto e più pestifero, non solo per l’ordine naturale, ma anche per quello soprannaturale. Ora, questo mostro, fatale insieme allo Stato e al cristianesimo, è distrutto dal dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, che ci costringe a riconoscere nella Chiesa un potere, a cui si deve sottomettere non solo la volontà, ma anche l’intelligenza…”.

Il dogma quindi nega in un sol colpo il “buon selvaggio” ed il “contratto sociale” di Rousseau, l’autosufficienza dell’uomo ed il “progresso indefinito”, il “razionalismo” ed il “materialismo”, il “paradiso dei lavoratori” e l’anarchia, l’uguaglianza e la libertà giacobinamente intese, la pretesa di prescindere dalla Chiesa  e dalla grazia divina nella ricerca della verità e della giustizia. Esso invece ricorda e riafferma l’evento del peccato originale ed i suoi effetti sul genere umano, la superiorità dell’ordine sovrannaturale, la disuguaglianza gerarchica e feconda di complementarietà nella natura come nella grazia, la fisiologicità della mediazione nella materia come nello spirito, l’indispensabilità della Redenzione di Cristo, i limiti della ragione umana, il potere della Chiesa di definire la verità, il ruolo profetico dell’Immacolata.

Non sembri troppo: Dio, che è perfezione infinita, ha un infinito potere di sintesi.

E’ pertanto indispensabile che la Chiesa si volga a Lei, come Ella stessa ha più volte sollecitato nelle sue apparizioni e si ponga ai suoi ordini. Questa è la scelta “pastorale” urgente che il Cielo non smette di chiedere. E’ indispensabile che le anime, le città ed i popoli si consacrino a Lei e vivano con autenticità tale consacrazione. “Vogliamo essere fino a quel punto dell’Immacolata che non soltanto non rimanga niente in noi che non sia di Essa, ma che diventiamo quasi annientati in Essa, cambiati in Essa, transustanziati in Essa … Essa è di Dio fino a diventare Sua madre e noi vogliamo diventare la madre che partorisca in tutti i cuori che sono e saranno l’Immacolata” (San Massimiliano Kolbe, SK 508). Questa è la scelta ineludibile da cui dipende la salvezza dell’umanità. Troppe volte l’Immacolata lo ha richiesto, ma ha trovato una scandalosa chiusura all’ascolto. Eppure, come ci ricorda S. Luigi Maria Grignion de Montfort, proprio all’inizio del suo Trattato, “per mezzo della Santissima Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo; ancora per mezzo di Lei deve regnare nel mondo”.

Dietro tante antinomie stanno ancora, contrapposti, due mondi, due città e l’Immacolata, partecipe di questo scontro, ha un ruolo determinante “nella diffusione, nelle battaglie, nei trionfi della fede cattolica” (Leone XIII, Auditricem Populi 05.09.1885), oggi più che mai, poichè “viviamo in un epoca che potrebbe essere chiamata l’inizio dell’era  dell’Immacolata” (S. Massimiliano M. Kolbe, Miles Immaculatae 1939). Lo stesso santo ci ricorda che “sotto il suo vessillo si combatterà una grande battaglia e noi inalbereremo le sue bandiere sulle fortezze del re delle  tenebre. E l’Immacolata diverrà la Regina del mondo intero e di ogni singola anima, come la beata Caterina Labouré prevedeva” (Lettera a P. Floriano, 1931).

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments