Molti non temono Dio ma temono di perdere il favore della gente


Di Padre Giuseppe Tagliareni

Nel libro dei Numeri si narra fra l’altro che Balak re di Moab temeva la sconfitta da parte d’Israele, che nel suo cammino verso la Terra promessa aveva travolto re e popoli che si opponevano. Egli manda a chiamare Balaam, un indovino e stregone per maledire Israele, nella speranza d’indebolirlo e vincerlo. Ma lo stregone non riesce a farlo, anzi dalla sua bocca escono solo benedizioni: “Come sono belle le tue tende, Giacobbe, le tue dimore, Israele!” (Num 24,5). Infine fa una previsione: “Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele” (v. 17).

Un giorno i Magi saranno condotti dalla stella fino al Messia per dare omaggio al Re d’Israele, nato a Betlemme e gli porteranno doni. Lo scettro indica la regalità; la stella la divinità. Quanto alla Benedizione, essa è legata ad Israele solo a causa del Messia, il Figlio in cui Dio si compiace.

Avendo rigettato il Messia, Israele si attira la maledizione. Così i vertici della Chiesa, se cadono nell’apostasia e fanno strane alleanze coi nemici dell’unico Salvatore del mondo, il Signore Gesù Cristo.

Entrato solennemente in Gerusalemme, Gesù caccia via i mercanti del tempio, simbolo dei profanatori.

Così farà alla sua venuta nella gloria. I capi gli chiedono con quale autorità fa ciò. Non si convertirono con il Battista e ora rifiutano il Messia benedetto.

Gesù li mette in confusione: essi non temono Dio; temono di perdere il favore della gente. Perciò saranno rigettati.


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