Le stelle per i consumatori e la Stella che ci fa alzare lo sguardo al cielo


Di Nicola Sajeva

Al centro della iconografia del Natale vediamo una stella che riesce, per le sue caratteristiche, ad essere individuata tra le altre come segno del più grande evento della storia: l’Incarnazione di Dio.

L’evangelista Matteo affida ai Magi la descrizione della stella, all’interno del secondo capitolo del suo vangelo, quando si sofferma sulle vicende che narrano la nascita di Gesù e la sua Epifania.

Una stella che appare per accendere il cuore dei Magi, che scompare per mettere alla prova il loro impegno di ricerca, che riappare sulla strada da Gerusalemme a Betlemme. Proprio qui il profeta Michea aveva localizzato la nascita del Messia: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, in nessun modo sei minima fra le grandi città di Giuda: da te, infatti, nascerà un capo, che sarà pastore del mio popolo, Israele” (Mi 5,1).

“Abbiamo visto la sua stella”: una gioia impregnata di speranza è il dono che ogni anno visita il cuore di tutti gli uomini di buona volontà.

La scoperta di questa stella, per noi, da un po’ di tempo è diventata difficoltosa. In tanti sono impegnati ad accendere stelle, nelle vetrine dei negozi e lungo le strade, la cui luce però vuole raggiungere un destinatario ben preciso: il consumatore. Sono stelle molto più basse di quella che illuminò, duemila anni fa, una grotta e una mangiatoia dove era stato deposto un bambino appena nato; sono stelle che catturano oggi la nostra volontà per saziarla, gratificarla, chiuderla nei circuiti della logica del regalo e del suo ricambio, e per appesantirla poi con la zavorra del dubbio di non essere riusciti ad esprimere con un dono i sentimenti dl nostro cuore. Oppressi da una serie di doveri relazionali, non riusciamo più a trovare il tempo per alzare lo sguardo, per iniziare o per continuare a cercare la stessa stella che spinse i Magi a mettersi in viaggio.

“Abbiamo visto la sua stella”: è un invito a realizzare la nostra crescita spirituale, è l’augurio che ognuno di noi possa vivere il Natale non solo da spettatore, compiaciuto dello sbocciare di tante occasionali iniziative benefiche, ma anche da protagonista consapevole della necessità inalienabile di volgere lo sguardo in alto per contemplare la stella. Contemplare la stella per chiederle di rivelarci il vero scopo della nostra esistenza, per ridimensionare i nostri affanni, per soppesare la convenienza della conquista dei beni materiali, per chiederle una luce in grado di illuminare la nostra eternità.

“Abbiamo visto la sua stella”. La sapienza dei Magi riconosce i propri limiti, avverte il vuoto di tutte le loro conquiste temporali, cerca una risposta esaustiva a tutte le domande che emergono all’interno della loro esperienza umana. L’orgoglio dell’uomo contemporaneo, invece, sembra avere paura di credere, non è disposto a confrontare lo splendore delle sue stelle con la stella apparsa ai Magi. Ignorando la sua luce, l’uomo brancola nel buio, non si pone il grande problema del degrado che attraversa tutti i contesti della nostra società e, disorientato e deluso, elemosina gratificazioni bussando alla porta della droga, dell’alcool, della ricerca del denaro, del divertimento, del disimpegno etico.

“Abbiamo visto la sua stella”. Porsi accanto ai Magi, scoprire l’itinerario della loro ricerca, rubare un po’ della loro umiltà, recuperare lo stupore dei pastori sono alcuni modesti suggerimenti per vivere bene il Natale.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments