Ci hanno sottratto la forza morale di baci ed abbracci


SI È CREATA UNA SITUAZIONE INCRESCIOSA DI DIFFIDENZA RECIPROCA

Di Patrizia Stella

Quanto ci è mancato l’abbraccio in questo terribile ANNO 2020 che speriamo sia servito almeno come strumento penoso per elevare un po’ di più lo sguardo a Dio chiedendo il suo aiuto. Quanto ci è mancato l’affetto dei nostri cari che non si può e non si deve limitare a qualche fredda telefonata da un capo all’altro della città o della regione, ma ha bisogno di segni tangibili, anche di contatto fisico perché non siamo puri spiriti.

Ci sono infatti vari modi per manifestare il nostro affetto o vicinanza verso una persona, oltre che con la parola. Ad esempio il più comune e diffuso è la stretta di mano che si dà comunemente anche a persone estranee come segno di stima o di riconoscenza o anche di semplice saluto occasionale; c’è poi il bacio sulla guancia che può essere fraterno o di amicizia, oppure il bacio particolare, vale a dire quello che si dà sulla bocca solo al proprio amato, marito o moglie o promessi tali, come anticipo di quelle particolari dimostrazioni di affetto, esclusive del rapporto coniugale aperto alla vita, come da parole di Gesù nel Vangelo: “E I DUE SARANNO UNA CARNE SOLA!”.

Ma potremmo dire che il gesto espressivo più diffuso, almeno nella tradizione occidentale, che manifesta il nostro calore umano verso tutti i nostri cari in generale, familiari, parenti, benefattori e amici più stretti è proprio quello dell’abbraccio, forte, caloroso, vigoroso, penetrante, che avvolge tutta la persona e la stringe in un vortice di amore sincero che spesso le parole non possono esprimere e che serve anche a dare sicurezza, consolazione, partecipazione e condivisione nei momenti di gioia o di dolore.

Tant’è vero che alle volte, per manifestare le nostre condoglianze a chi ha perso qualche persona cara, quando anche le parole più sentite sembrano inutili, si può sempre ricorrere al bellissimo gesto silenzioso ma significativo dell’abbraccio che conferisce vigore e consolazione. Così come davanti a un evento gioioso, come la laurea, un compleanno, un concorso vinto, un bimbo che nasce, un lavoro che si trova ecc.il gesto affettuoso dell’abbraccio è sempre stato il protagonista delle nostre vicende umane più variegate. Tanto che rifiutare un abbraccio verso chi dimostra di offrirlo con semplicità e purezza di cuore sperando di essere ricambiati, è segno di grande scortesia oltre che di maleducazione.

E forse è per questo che, con la scusa di un virus strumentalizzato per losche finalità, ci vogliono sottrarre perfino quella forza morale e quei bellissimi rapporti umani e relazionali che hanno come espressione proprio il bacio e l’abbraccio.

Quanto ci manca questo abbraccio, anche perché ormai si è creata una situazione incresciosa di diffidenza reciproca, per cui tu magari avresti voglia di lanciarti verso la persona cara che ti sta di fronte abbracciandola forte, alla barba di tutti i contagi immaginari, ma non conosci la reazione dell’altro e allora ti limiti a inviare un timido saluto con la manina come quando si è sul molo davanti alla nave che porta lontano la persona cara, o ancora peggio, con quel gesto agghiacciante dell’incrocio dei due gomiti che sembra un segno di sfida, di fregatura reciproca, sgraziato, grossolano e incivile.

Perché si è creato un tale clima di terrorismo che perfino l’intelligenza e la ragione sono state travolte e offuscate dallo spauracchio di una malattia che si vince con le medicine di sempre ma che i potenti di questo mondo di tenebra sbandierano come una minaccia perenne sulla nostra testa per indurci al silenzio, alla schiavitù e alla massima povertà, a meno che… non ci si voglia sottoporre a un vaccino micidiale, mortale e assassino, peggiore del virus, che le loro menti bacate hanno da tempo architettato per soggiogare le menti al volere diabolico del Nuovo Ordine mondiale o per portare alla morte i più deboli allo scopo di liberare il mondo dalla presenza “inquinante!” dell’uomo fino a oltre il 50%, secondo i loro calcoli satanici. Persone ormai in preda al delirio di onnipotenza inculcato loro dal diavolo, che si troveranno all’improvviso da tanto benessere su questa terra ottenuto a forza di calpestare i cadaveri delle loro vittime, a finire dilaniati dagli artigli di quel diavolo che essi hanno servito per tutta la vita e che, alla fine, al momento della presunta ricompensa, si manifesterà per quello che è: fonte di odio e non di amore, perché il diavolo non sa amare né essere riconoscente e si accanisce ancor di più contro coloro che lo hanno miseramente servito sulla terra calpestando il diritto e la giustizia.

Caro Gesù, in questo clima di diffidenza reciproca, ci sentiamo tanto tristi, soli, abbandonati e impotenti davanti a questi progetti scellerati di uomini iniqui e criminali che vorrebbero eliminare la tua Divina Presenza dal mondo intero per intronizzare il principe delle tenebre e renderci suoi schiavi per sempre.

Che ne sarà di noi, caro Gesù, senza il tuo amore, la tua protezione, il tuo perdono, la tua provvidenza, la tua divina Presenza tra noi che ci permette di vivere in modo dignitoso e gioioso sulla terra per poi raggiungerti per sempre nel Cielo dove tu ci attendi e stai preparando un posto per i tuoi figli buoni e fedeli?

Questa vita passa in fretta, come abbiamo potuto constatare adesso più che mai, e pertanto dobbiamo fermarci a riflettere sul senso più profondo del nostro vivere sulla terra, come da indicazioni di quel libro di don Ferdinando Rancan, sacerdote diocesano veronese, il cui titolo “IL SENSO DEL VIVERE” Uomo, tempo, eternità”, ci ha aperto vasti orizzonti di luce e di speranza soprannaturale che tutti dovrebbero conoscere per non farsi prendere dall’angoscia, dalla depressione o, peggio ancora, dalla disperazione.

Ti preghiamo, Gesù, vieni incontro a noi, facci dono del tuo abbraccio fraterno, facci sentire il battito del tuo Cuore divino che pulsa forte contro il nostro petto, quel Cuore divino che tanto ha amato questi uomini che siamo noi, ingrati, prepotenti, orgogliosi e miscredenti.

Abbi di noi pietà, di tutti i nostri peccati, dacci la tua divina consolazione in questo tempo di tenebre che ci avvolge e facci sperimentare la bellezza e la gioia di quelle tue parole divine “Coraggio, non abbiate paura, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

 


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