Esclusivo, “ecco perché Verona ha tolto a Saviano la cittadinanza onoraria”


“SAVIANO? È UN PROVOCATORE, SEMPRE PRONTO A SCAGLIARSI CONTRO CHI NON LA PENSA COME LUI, UN SEMINATORE DI ODIO, DEL TUTTO INCOMPATIBILE CON IL TITOLO ONORIFICO CONFERITOGLI”

Di Matteo Orlando

Nel 2008 il consiglio comunale di Verona prese l’iniziativa di conferire la cittadinanza onoraria allo scrittore Roberto Saviano per i suoi meriti nel denunciare i crimini della Camorra.

Fu una scelta trasversale, che scavalcava ogni appartenenza politica in nome della lotta alla criminalità organizzata, che sembrava prender piede anche a Verona.

Nei giorni scorsi i rappresentanti comunali della città veneta hanno ritirato la cittadinanza onoraria.

Informazione Cattolica ha chiesto il perché al Consigliere Comunale che ha portato avanti questa iniziativa socio-culturale, il leghista Alberto Zelger.

Lei è stato il consigliere comunale che ha proposto la revoca della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. Può spiegarci i motivi a fondamento di questa iniziativa?

“Nel 2008 il consiglio comunale di Verona prese l’iniziativa di conferire la cittadinanza onoraria allo scrittore Roberto Saviano. Anch’io votai a favore, sebbene col senno di poi penso che la cittadinanza onoraria di Verona dovrebbe essere conferita soltanto a personalità che hanno fatto qualcosa di speciale per la nostra città. Successivamente Roberto Saviano rivelò il suo stile di provocatore, sempre pronto a scagliarsi pesantemente contro chi non la pensava come lui: un seminatore di odio, del tutto incompatibile con il titolo onorifico conferitogli, cui non seguì nemmeno un cenno di ringraziamento. Forse perché stavamo su opposti schieramenti politici? E’ l’accusa che ci viene mossa dai suoi fan, ora che gliel’abbiamo revocato; ma non è così. A parte la sua condanna in Cassazione per plagio (aveva copiato alcuni articoli nel suo libro ‘Gomorra’), ricordo il suo attacco alla magistratura, quando aprì un’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina contro il sindaco di Riace; anche se poi fu assolto, ciò non giustifica il comportamento di Saviano a favore della disobbedienza civile e contro la magistratura. Ricordo i suoi elogi nei confronti di Carola Rackete che aveva speronato una motovedetta della Guardia di Finanza; le sue insinuazioni sui presunti legami tra Lega e ‘Ndrangheta, le sue pesanti dichiarazioni sui suoi avversari politici: ‘Salvini e Toninelli si stanno comportando da banditi’, ‘Matteo Salvini … sei ministro della malavita…. a capo di un partito di ladri’. Nel settembre 2019, presentando un suo romanzo al Festival del Cinema di Venezia, propose anche la legalizzazione della cocaina, suscitando le proteste della Federazione italiana delle Comunità terapeutiche. Gli episodi sono numerosi, tutti sconcertanti per la supponenza, il livore e l’acredine con la quale si accompagnano, come durante la trasmissione Piazza Pulita del 3 dicembre scorso su La7, quando disse che Salvini e Meloni ‘sono dei bastardi’, perché si oppongono alla politica dei porti aperti”.

Politici di sinistra e sindacati hanno reagito furiosamente. Saviano ha commentato: “A Verona mi revocano la cittadinanza per zittire chi non la pensa come loro”. Per Cacciari si tratta di “idiozia pura” e di “consiglieri che non hanno altro da fare”. Anche certi sindacati hanno parlato di “scelta che ferisce i cittadini”. Cosa risponde?

“La cittadinanza onoraria concessagli nel 2008 da un consiglio comunale di centrodestra dimostra il contrario; gliel’avevamo concessa senza considerare le diverse appartenenze politiche. Sono i suoi successivi comportamenti, che lo hanno screditato, a prescindere dalle sue simpatie politiche. Si è dimostrato un seminatore di odio, che non rispetta le istituzioni e gli avversari politici. La sinistra lo considera un suo idolo? Intoccabile come un mostro sacro? A mio avviso si sta solo facendo del male, perché il personaggio in questione è antipatico anche a tanti dei loro elettori. Solo i media lo venerano come un dio, seguendo un mainstream che sta perdendo sempre più il consenso; le informazioni ormai si cercano altrove”.

Saviano sembra diventato un tuttologo. Dalla Camorra, che è stato il tema che lo ha portato alla ribalta nazionale, adesso pontifica su tutto. Molti rilevano che quasi sempre si esprime in contrapposizione ai valori etici del Cattolicesimo. Che ne pensa?

“Anche il suo dileggio del sacro indica la pochezza culturale di Saviano. Come si fa a disprezzare chi crede in Gesù Cristo, quando tutta la nostra cultura bimillenaria deriva dal Cristianesimo. Saviano vuole fare il guru, ma oltre che supponente è anche ignorante”.


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