Shemà. Commento al Vangelo del 9 gennaio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 6, 45-52

sabato 9 Gennaio 2021

Oggi il vangelo ci presenta la continuazione del racconto di ieri e quindi gli eventi che seguono la moltiplicazione dei pani. Il testo ci informa che Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca, senza darci una spiegazione di questo. Ma nel Vangelo nulla è a caso, perciò, se subito non è specificato il motivo è perché si potrà capire proseguendo la lettura e meditando ciò che succederà. Infatti succede che, mentre Lui sale sul monte a pregare, i discepoli si ritrovano tutti insieme nella piccola barca, di notte e in più col  vento contrario. Tante volte ci troviamo in situazioni simili, in cui ci sembra che tutto ci remi contro, che non ne vada bene una e così ci sentiamo abbandonati da tutti, spesso anche da Dio. Ecco, il vangelo di oggi è un testo che ci aiuta a superare questi momenti perché ci annuncia che  il Signore viene proprio quando siamo lì, quando viviamo le contrarietà e gli abbandoni. E’ lì che il Signore viene a consolarci e si mostra a noi, perché Gesù è Dio che salva! E in questo testo Gesù si mostra ai discepoli camminando sulle acque, cioè affermando la Sua signoria tra le contrarietà della nostra vita. Eppure nel testo i discepoli non riconoscono Gesù, anzi, hanno paura e gridano. Allora Gesù, che, è scritto, inizialmente voleva precederli, cambia direzione e và incontro ai suoi discepoli dicendo: “Coraggio, sono io, non temete!”. Parole che riassumo tutta la Sacra Scrittura: “Sono io!”, dice Dio a Mosè quando gli rivela il suo nome (cf. Es 3,15). Ecco dunque che i discepoli, e tutti i credenti che leggono questo testo alla luce della Sacra Scrittura, comprendono che Gesù è Dio che si fa riconoscere  da noi come Colui che è sempre presente accanto a noi. Sapere che Gesù è con noi ci apre il cuore alla fiducia e questa fiducia opera miracoli! Il testo infatti conclude con l’accoglienza di Gesù sulla barca e quindi con la fine del vento contrario, a dire che in realtà basta riconoscere nella fede la presenza di Gesù accanto a noi, che le contrarietà spariscono. Non nel senso che non ci sono più, ma nel senso che non ci sono più per noi! Non prendono spazio in noi perché noi diamo lo spazio a Gesù e alla sua pace, nella fede. E il cuore dei discepoli è colmo di meraviglia, una meraviglia santa, perché fa luce nel profondo dei loro cuori che arrivano fino a riconoscere le loro durezze, cioè le loro inconversioni. Il testo infatti conferma questa luce interiore di conversione affermando che i discepoli capirono ” il fatto dei pani” che era avvenuto il giorno prima!  Pensavano di aver capito lì per lì, ma non era così: ci è voluta una notte di paura prima di capire il dono dei pani ricevuti, hanno dovuto sperimentare sulla loro pelle la meraviglia che accompagna la presenza di Gesù. Ma questo accade anche a ciascuno di noi, spesso è solo dopo aver vissuto esperienze che ci toccano la vita, soprattutto in senso negativo, solo quando ci ritroviamo vivi dopo un’esperienza dolorosa o comunque fallita, è allora che cominciamo a capire ” il fatto dei pani“, che è, in fondo, il dono della grazia, che illumina quella parte di cuore indurito che ciascuno di noi si ritrova dentro e che, come quello del faraone (Es 4,21-5,23), ci priva della vera libertà. Allora oggi ringraziamo Gesù per quello che ci dona ogni giorno, chiediamo allo Spirto Santo di metterci nel cuore e sulle labbra inni di ringraziamento, perché è Lui, sempre, che ci viene incontro e, possiamo crederlo per la predicazione di questo Vangelo, non ci abbandona mai. Buona giornata!  

Mc 6, 45-52

[Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.

 

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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