La bella addormentata “lesbica” e Pinocchio “ermafrodito”. Gandolfini: “propaganda gender RAI”


MASSIMO GANDOLFINI: “FAVOLE GENDER SU RAI 1. SERVIZIO PUBBLICO SMETTA DI ESSERE PREDA DI MINORANZE ORGANIZZATE”

Di Angelica La Rosa

Nei giorni scorsi Rai Uno si è resa protagonista di un’ennesima “prodezza” LGBT.

La celebre “bella addormentata” è stata presentata in “versione lesbica” e il Pinocchio di Collodi come un “ermafrodito”.

“Presentando le favole rivisitate della scrittrice Emma Dante, la Rai si è prestata all’ennesima operazione di propaganda gender. Tutto questo è reso ancora più inaccettabile dal fatto che sia avvenuto in piena fascia pomeridiana e sulla rete ammiraglia Rai 1. È uno schiaffo in faccia a tutte le famiglie che con il pagamento del canone consentono la sopravvivenza del servizio radio-televisivo pubblico, nonostante la crisi stia erodendo le capacità di spesa di tutti i contribuenti e metta a repentaglio la dignità di tutte le madri e i padri che con i loro sacrifici mandano avanti l’Italia”.

Così ha dichiarato il leader dell’Associazione Family Day – Difendiamo i Nostri Figli dottor Massimo Gandolfini. Il neurochirurgo bresciano è intervenuto sulle polemiche inerenti la trasmissione “Oggi è un altro giorno” in cui è stato presentato un libro di favole gender.

“Questo momento di propaganda ideologica di Stato è inoltre avvenuto senza alcun contraddittorio e tesi antropologica alternativa che potesse aiutare i telespettatori ad inquadrare la controversa e bislacca operazione culturale a cui si è prestata la conduttrice Serena Bortone spalleggiata da Alessandro Cecchi Paone. I grandi esclusi da questo dibattito siamo noi famiglie italiane e popolo del Family Day a dimostrazione della mancanza di pluralismo in Rai e dell’uso personalistico di programmi di rete esercitato da alcune minoranze organizzate che non rappresentano il sentire del Paese. Chiediamo smetta di essere una roccaforte del pensiero unico relativista e che si apra al più presto a tutte le realtà di base che sanno trattare i temi dell’infanzia senza strumentalizzarli con strampalate operazioni ideologiche”, ha concluso Gandolfini.


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