Shemà. Commento al Vangelo del 14 gennaio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 1,40-45
giovedì 14 gennaio 2021

Oggi il Vangelo ci rivela un nuovo volto di Dio. Il testo ci racconta di un lebbroso, al tempo era considerato come un impuro e quindi veniva escluso, allontanato da tutti, che arriva vicino a Gesù e gli dice: Se tu vuoi, puoi guarirmi. E Gesù, profondamente commosso, lo tocca. Il tatto è uno dei sensi pirincipali e primari che ci rende presenti al mondo e, secondo gli scienziati, molto di quello che viviamo, delle reazioni che abbiamo nella vita e nelle relazioni, dipende dal modo in cui siamo stati toccati nei primi anni di vita. Ecco, il Vangelo ci mostra che il tocco di Gesù guarisce e purifica quell’uomo dalla lebbra. La commozione di Gesù è il suo tocco che ci purifica dal male, se solo fossimo come questo lebbroso che cade in ginocchio davanti a Gesù e interpella la libertà d’amore di Gesù, “se tu vuoi, puoi guarirmi”. Oggi questo lebbroso potrebbe essere ciascuno di noi, perchè tante persone vicino a noi potrebbero sentirsi escluse, rifiutate, non amate. Il testo ci fa capire bene che la vera lebbra di quest’uomo era la sua solitudine, il suo dolore nel subire la distanza con suoi famigliari, con i suoi amici, con i compagni, i vicini. Lo capiamo dal fatto che Gesù, non solamente lo guarisce, ma vuole anche sia reinserito nella vita sociale, perché all’epoca, un lebbroso purificato poteva essere riammesso nella comunità solo se aveva un certificato di guarigione da parte di un sacerdote. Per ottenere pienamente la guarigione, quindi, Gesù lo invita a recarsi dal sacerdote, in modo che queste autorità religiose potessero certificare quella guarigione e l’uomo tornasse a vivere le relazioni senza paura di contagiare qualcuno, senza il dolore di essere costretto a stare lontano dagli altri. Allora oggi questo testo del Vangelo davvero ci fa pensare a quanto assomiglia la situazione di questo lebbroso a quella che stiamo vivendo! ci mette davanti a ciò che anche noi sperimentiamo, perché ci manca il contatto con le persone, il tocco degli altri, anche semplicemente una stretta di mano che ci è necessaria quando vogliamo stabilire una relazione nella fiducia. Il lebbroso di oggi non commuove solo Gesù, ma anche noi che spesso ci sentiamo soli perché obbligati a vivere una distanza che di fatto attesta la nostra paura nei confronti di un contagio di cui non conosciamo i limiti! Allora oggi ringraziamo il Signore per questo vangelo che la liturgia ci fa ascoltare e meditare, perché ci mostra una possibile via di uscita da questo male che tutti sentiamo nostro in questo tempo. La via del Vangelo è anadare anche noi oggi davanti a Gesù, supplicarlo in ginocchio, come ha fatto questo lebbroso, e, senza pretendere la guarigione, interpellare con semplicità la libera volontà del Signore sulla nostra situazione: “Signore, se vuoi, puoi guarirci, puoi purificarci! Toccaci e salvaci dalla paura degli altri, dalle distanze che fanno male dentro e da ogni senso di rifiuto degli altri, da ogni disprezzo verso altri esseri umani. Questa è la prima, vera guarigione che ci occorre, prima di tutto il resto, perché se guarissimo per restare lontano e farci del male sarebbe tutto tempo perso. Insegnaci a cercare la vera guarigione che ci salva!” Buona giornata!
Mc 1,40-45
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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