Chi si ritiene “a posto” non si convertirà mai!


OCCORRE MANTENERE FERMA LA NOSTRA FEDE IN LUI. NON CI SONO ALTRE SALVEZZE

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Chi non si affretta ad entrare nel “riposo di Dio”, rischia grosso.

Non si possono accampare scuse. Dio scruta i nostri cuori; la sua parola ci giudica tutti.

È come un raggio laser molto sottile e potente, che penetra tutto e mette alla luce anche i pensieri più nascosti.

“Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto” (Eb 4,13).

Ora, noi conosciamo la Parola di Dio, le sue sentenze, i suoi decreti. Sarà essa che ci giudicherà l’ultimo giorno; “è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio” (v.12). In verità è il Verbo, che si è fatto carne in Gesù. Egli è il sommo Sacerdote che ha penetrato i Cieli ed è in grado di comprendere la nostra debolezza e di ottenerci grazia e misericordia, perché offre se stesso a Dio.

“Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno” (v. 16). Occorre mantenere ferma la nostra fede in Lui. Non ci sono altre salvezze.

Gesù chiamò Levi dal banco delle imposte. Gli disse: “Seguimi!”. Levi ne fu felice e poi gli preparò un pranzo e lo fece incontrare con i suoi pari. Ci fu chi gridò allo scandalo! Ma Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Chi si ritiene “a posto”, non si convertirà mai!


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