I genitori numerati e la foglia di fico…


FINALMENTE QUESTA “BARBARA” USANZA DI CHIAMARE “PADRE” E “MADRE” I GENITORI È STATA ABROGATA DAL MINISTRO DELL’INTERNO LAMORGESE…

Di Diego Torre

Ci mancava in effetti! Ma finalmente questa barbara usanza di chiamare “padre” e “madre” i genitori è stata abrogata dal ministro dell’Interno, Lamorgese, con nuovo, provvido, decreto.

Ritornano nei documenti dei minori i numeri: 1 e 2, perora; ma grazie alla fecondazione artificiale si potrebbe in futuro allungare l’elenco.

Renzi aveva già provveduto nel 2015 a rendere operativa questa grande scelta; quel cattivaccio di Salvini invece, nel 2019, era tornato alla preistorica dicitura.

Ed ecco che finalmente, mentre infuria covid, disastro economico e crisi di governo, il ministro Lamorgese ha finalmente ristabilito l’ordine violato. Il mantra giustificativo, recitato dal ministro, è il sempreverde “ce lo chiede l’Europa”. E come fai a dire di no?

Ma si può allargare la genitorialità, sia pur a livello burocratico, con un decretino del Viminale?

L’Europa andava in tilt?

Ursula von der Leyen avrebbe vissuto notti insonni al pensiero dell’arretratezza italiana?

Si tratta in realtà dell’ennesimo attacco all’ordine naturale, un ulteriore passaggio utile a negare il diritto di ogni bambino ad avere un padre ed una madre!

Si vuole, anche così, annichilire la famiglia naturale tutelata (ancora) dalla Costituzione, a favore di qualunque accoppiata di qualunque natura.

Non dimentichiamo che questo governo e questa maggioranza hanno appena approvato alla camera il ddl Zan, che con la scusa della lotta all’omofobia vuole tacitare per via giudiziaria chi riafferma in materia di famiglia la giustizia dell’ordine naturale e cristiano.

Possiamo scommettere, che salvo ostacoli insormontabili, faranno di tutto per varare nel febbraio prossimo la legge in senato.

Essi inoltre sanno che, chi vince la guerra delle parole ed impone un linguaggio, finisce per vincere anche le battaglie successive.

L’obbligo burocratico è appena una foglia di fico dietro cui nascondere le proprie convinzioni ideologiche.

Lo dice anche l’insoddisfatto Fabrizio Marrazzo, portavoce Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale: «Dopo oltre un anno e molti solleciti la Ministra Lamorgese ed il Governo Conte Bis non hanno preso una decisione politica, ossia se i bambini delle coppie LGBT+ hanno gli stessi diritti degli altri» … «La ministra Lamorgese affanna ancora in ricerca di pareri burocratici per non prendere né lei e né il Governo una scelta chiara».

Non hanno la sfrontatezza, soprattutto in questo tempo di serie angosce, di proclamare la loro adesione all’ideologia gender secondo i canoni del politicamente corretto, ma sappiamo che al progetto di decostruzione della famiglia aderiscono toto corde.

 


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Fanno Schifo!

Spero che ci si svegli e che mandiamo stai cialtroni a spaccare pietre