“Scontri di governo”, Conte e Renzi, rispetto a Matovic e Sulík, sono dei dilettanti


NEL CORSO DELL’ATTUALE CRISI PANDEMICA, È GIUSTO PUBBLICARE REGISTRAZIONI PER FARE AFFONDARE DEI PARTNER DELLA COALIZIONE?

Di Jozef Mikloško*

Il primo ministro della Slovacchia Igor Matovic sta intensificando il conflitto con il suo vice, Richard Sulík. Lo ha definito un idiota, lo ha accusato di aver ucciso persone e ha pubblicato dalla riunione del governo una registrazione della sua posizione sui test diffusi relativi al Covid-19, posizione che era diversa rispetto alle sue dichiarazioni ai media.

Il primo ministro slovacco ha affermato di aver infranto il tabù di pubblicare le registrazioni delle deliberazioni del governo e, quindi, non ha escluso che ciò possa accadere in futuro.

Quello che è stato fatto è un passo verso l’autocensura dei membri del governo che si vergogneranno di dire la loro opinione, visto che potrebbe essere usata contro di loro.

In Slovacchia dopo 31 anni di libertà, siamo arrivati ​​ai metodi del regime comunista esistente prima del 1989.

Io ho già incontrato qualcosa di simile. Nell’anno 1990 le dichiarazioni negative sulle restituzioni del vice primo ministro della Repubblica socialista cecoslovacca, Václav Klaus, provocarono grandi critiche da parte dei media, che chiedevano la pubblicazione del suo discorso dalla registrazione audio del governo.

I cinque membri dell’Ufficio di presidenza, di cui facevo parte anch’io, non erano d’accordo.

La pressione e le telefonate continuarono ma non ci siamo lasciati andare. “Oggi a lui, domani me”, pensavamo. Se si sapesse che domani potrebbero essere in prima pagina le parole di un negoziato portato avanti da un membro del governo sarebbe la fine dei negoziati aperti che l’attività di governo richiede.

Quando un membro del governo non ricordava esattamente come fossero andati i negoziati, e la risoluzione sembrava inesatta, si ascoltava la registrazione e la si poteva aprire alla riunione successiva. Questo l’ho fatto una sola una volta, nel sostegno finanziario dei progetti sui diritti umani, quando il vicepresidente Klaus ha improvvisamente cambiato idea dopo il suo consenso scritto. La registrazione mi ha aiutato ad approvare la mia risoluzione, descritta in dettaglio nel libro Top Secret – How We Were Free (pp. 86-89).

Il governo deve dare ai suoi membri la garanzia di poter discutere apertamente, sapendo che ciò che viene detto sul lavoro è una questione interna. Sarà pubblicata solo la risoluzione approvata. Se così non fosse i colloqui sarebbero solo politicamente “corretti”, si direbbe solo ciò che piace ai media.

Come ambasciatore in Italia, nel 2004, durante la guerra in Iraq, alla quale ha preso parte anche il Regno Unito, ho elogiato il coraggio di Sir Ivor Roberts, ambasciatore britannico in Italia.

“Il miglior sergente reclutatore di al-Qaeda è il presidente Usa Bush”, aveva sostenuto durante una conferenza politica anglo-italiana, a porte chiuse, in Toscana, riportata dal quotidiano Il Corriere della Sera. Il suo ministero degli Esteri aveva detto che “l’opinione dell’ambasciatore non rifletteva l’opinione del governo”. I funzionari dell’ambasciata britannica a Roma si erano rifiutati di commentare le osservazioni, dicendo che la riunione si era svolta secondo le “regole della Chatham House”, il che significa che qualsiasi cosa detta da qualsiasi delegato doveva rimanere nascosta. Tanto di cappello all’ambasciatore e ai suoi superiori!

 

* Jozef Mikloško è stato Vice Primo Ministro dell’allora Cecoslovacchia.
Già ambasciatore in Italia, è un cattolico impegnato in politica,
nel sociale e nel mondo della cultura


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