Caro Conte, i cittadini non amano le alleanze costruite ‘a tavolino’


ALLA PANDEMIA IL GOVERNO HA AGGIUNTO LA CRISI, GRAVANDO SU UNA SITUAZIONE GIA’ DIFFICILE, DIMENTICANDOSI DELLA ‘VOCE’ DEL POPOLO SOVRANO…

Di Emanuela Maccarrone

A quanto pare per la nostra classe politica al governo la pandemia è un problema di ‘poco conto’. Forse per questo si è deciso di incrementare i problemi, aprendo una crisi di Governo in piena emergenza.

Se ormai il danno sembra fatto, dinanzi a una crisi governativa che mostra l’ennesimo fallimento di alleanze forzate, l’obiettivo di molti politici sembra essere solo quello di scongiurare il voto.

Non esistono scuse intese a impedire l’esercizio del diritto di voto in Italia. Se non quelle che celano il vero interesse: la paura del voto per dover cedere il potere.

E’ bene ricordare che una caratteristica dello Stato democratico, affinché si possa considerare tale, è l’alternanza politica. Questa particolarità della democrazia impedisce allo Stato di degenerare verso un sistema autoritario o totalitario. Fondamentale, inoltre, è il principio del pluralismo democratico, secondo il quale si riconoscono e si tutelano i differenti gruppi politici legittimati alla competizione politica, ossia di partecipare alle elezioni e di potere elegge dei rappresentanti del popolo.

I cittadini hanno il diritto e il dovere di votare. Attraverso il voto si attua il principio democratico della sovranità popolare. Sovranità che si manifesta nella libertà dei cittadini di esprimere la propria preferenza nei confronti di qualsiasi partito politico e, inoltre, di penalizzare quella forza politica che non è stata in grado di rappresentare il bene comune.

Ogni tentativo di limitare queste libertà, indirettamente o direttamente, e attraverso qualsiasi mezzo, per impedire o per reprimere la preferenza dei cittadini o per limitare la competizione politica, è un affronto alla democrazia.

Quando i rappresentanti del popolo mirano alle ‘poltrone’, e non rispettano la preferenza del popolo sovrano, è evidente che portano avanti un’idea di Stato che contrasta con la democrazia.

Un politico che si rispetti ha la dignità e l’onere di riconoscere il proprio fallimento e di accettare la volontà dei cittadini, evitando di screditare l’opposizione e di manifestare  un comportamento irrispettoso del pluralismo e dell’equa competizione politica.

Riflettendo sulla situazione politica italiana, in cui le maggioranze non sono l’espressione di una vera coalizione, ma piuttosto di compromessi o di accordi forzati per impedire ad altri di arrivare al potere, ci si deve chiedere se, nel caso in cui il Governo cadesse, le consultazioni sarebbero la scelta migliore?

Se proprio si deve formare un nuovo Governo, non sarebbe correttamente e maggiormente democratico dare la voce al popolo, invece di usare tutti i mezzi per scongiurare la vittoria di una coalizione politica che è scomoda, ma sembra preferita dalla maggioranza dei cittadini?

Il popolo deve rivendicare il diritto al voto. Sarebbe segno di maturità politica e di rispetto consentire ai cittadini di esercitare il proprio diritto, dal momento che è proprio il popolo sovrano a mantenere le ‘poltrone’ e a subirne le conseguenze. Che abbia almeno il diritto di esprimere la propria preferenza!

 


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