Nella sede della Pfizer non si trova la ricetta della salvezza, né genuflettendosi ai virologi


E NON È NEANCHE NEI CANALI YOUTUBE DEI COSPIRAZIONISTI, CHE VOGLIONO TRANQUILLIZZARE IL MONDO, SPAVENTANDOLO CON TEORIE STRAMPALATE MISCHIATE ABILMENTE AD ALCUNI DUBBI ED AFFERMAZIONI RAGIONEVOLI

Di Matteo Castagna

Basta parlare utilizzando la parola “io”. Usiamo il “noi”. Cerchiamo di essere inclusivi. L’egoismo è sempre deplorevole perché siamo una comunità.

Riflettendo su queste parole, che da qualche giorno mi ronzano in testa, ho ripensato a quell’Extra Ecclesia nulla salus (fuori della Chiesa non c’è salvezza) che da duemila anni è il cardine della teologia cattolica. Mamma mia che scandalo per il pensiero debole moderno, che ha fatto del relativismo liberale e del nichilismo scientista i pilastri della nuova antropologia.

Guardo a coloro che scambiano il doveroso ecumenismo, ovvero l’opera di preghiera e di testimonianza per portare, con l’aiuto indispensabile della Grazia, all’interno dell’unica Chiesa di Cristo coloro che ne sono fuori, affinché “ut unum sint” in Veritate (nella Verità), con l’irenismo, un “volémose bèn” tra bonaccioni, cioè la caricatura che rovescia la missione evangelizzatrice della Chiesa.

Guardo ai coloro che sono convinti che “quello che importa è credere in qualcosa”, magari solamente nell’uomo e nei suoi “valori”, giustificandosi, se ciò non fosse abbastanza, dicendosi “in cammino”.

Un cammino che, a furia di auto-assolversi, diventa uno status molto comodo, che non arriva da alcuna parte. Mentre si è in questo benedetto cammino, come se Dio non avesse già parlato e detto cose definitive e valide per tutti, si fa presto a perdere la bussola o a romperla.

La crisi economica, la pandemia, il caos politico, la società allo sbando, certi uomini di Chiesa confusi, possono portare alla disperazione o all’indifferenza (che sono le due grandi piaghe del terzo millennio).

Ma anche a soffermarsi eccessivamente su ciò che non è essenziale alla salvezza ed a perdersi in continue diatribe come, anatre in gabbia, riducendo la Dottrina Sociale della Chiesa alla sterile e stressante battaglia pro o no-vax e la vita quotidiana a pro o no-app.

Torniamo a pensare a Dio, senza voler essere a tutti i costi gente più generosa e più aperta di Lui.

Gesù risorto dice: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà (e non sarà battezzato) sarà condannato” (Mc 16,16).

La severità del Cristo, del Figlio del Dio vivente, unica Via, Verità e Vita per accedere alla salvezza eterna non è diretta verso gli increduli involontari, tirati in ballo, a ogni pié sospinto, da chi vuol solo giustificare la sua mancanza di fede, ma contro i credenti e la loro mancanza di fervore missionario.

San Marco, però, ammonisce chiaramente: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15).

Non è rifugiandosi nella sede della Pfizer che si trova la ricetta della salvezza, né genuflettendosi davanti a Burioni. E non è neanche nei canali YouTube dei cospirazionisti, che vogliono tranquillizzare il mondo, spaventandolo con teorie strampalate mischiate abilmente ad alcuni dubbi ed affermazioni ragionevoli.

Il fondamentalismo fanatico per queste questioni fa abbandonare quell’equilibrio di cui San Tommaso d’Aquino è maestro e che richiede ponderazione e retto discernimento.

Ho davanti agli occhi Alfred Loisy che trascorre tutta la vita a vagheggiare un cristianesimo rinnovato dalla lettura “scientifica” della Bibbia, ma che muore rinnegando il Vangelo a favore di una indistinta “religione dell’umanità” di stampo massonico, ove la libertà è intesa in senso assoluto assieme all’uguaglianza e la fratellanza, che prescinde da Cristo, è il fine ultimo.

Crede, oggi, il cattolico medio che solo nella Chiesa cattolica viva il Cristo, che Essa sia il Corpo che continua nella storia e quindi di poter applicare, ancora, nella vita quotidiana, il monito: “chi non raccoglie con Me, disperde” (Mt 12,30)?

 


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