Nessuno tocchi mamma e papà e neanche la scuola!


NESSUN DOCENTE FORMATO PUÒ ACCETTARE DI INSEGNARE AI PROPRI ALUNNI CHE MAMMA E PAPÀ NON SONO PIÙ DUE FIGURE INDISPENSABILI PER UNA CRESCITA EQUILIBRATA DELLA PERSONA

Di Maria Luisa Donatiello

Vogliamo davvero negare alle future generazioni di figli un padre e una madre biologicamente diversi e intrinsecamente, significativamente complementari? E con quale diritto?

Se ad ogni diritto corrisponde un dovere, ad ogni capriccio e pretesa deve corrispondere un indice sulla punta del naso a voler dire “Stai zitto! Taci!” perché certe decisioni, prese innalzando il vessillo della libertà di scelta di ogni individuo (che però come si dice dovrebbe terminare quando inizia la libertà dell’altro), mostrano piuttosto che ad ogni capriccio di un adulto corrisponde un’esigenza di un bambino che rischia di essere negata e questo insegnamento lo abbiamo imparato tutti nelle nostre famiglie naturali e a scuola.

Si a scuola, nella nostra scuola italiana, che avrà anche tante pecche, ma è la scuola in cui si studiano ancora, per grazia di Dio, Dante e Manzoni, la lingua latina e la poesia, la matematica e le scienze, che con i tanti quesiti e i tanti limiti conducono inevitabilmente a riconoscere l’esistenza di Dio Creatore, giacché anche il più grande scienziato non saprà mai spiegarsi chi ha creato gli elementi della tavola periodica e ci dirà che la maggior parte degli elementi si trova in natura!

Così anche mamma e papà non sono due sovrastrutture della mente umana da scardinare, mamma e papà sono tali solo perché lo sono in natura!

Perciò non si tocca la famiglia naturale, non si toccano mamma e papà e non si tocca la scuola!

Ogni insegnante ha affrontato durante la propria carriera temi di pedagogia nella fase di studio e di esercitazione della professione.

Nessun docente formato può accettare di insegnare ai propri alunni che mamma e papà non sono più due figure indispensabili per una crescita equilibrata del bambino, né potrà negare che un bambino per nascere ha bisogno di una mamma e di un papà.

Siamo arrivati a negare l’evidenza, l’ovvietà della realtà e a sovvertire l’ordine naturale delle cose!

Come è noto il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato la reintroduzione della dicitura “genitore 1” e “genitore 2” sulla carta d’identità elettronica come si legge nel Resoconto stenografico dell’Assemblea parlamentare – Seduta n. 450 di mercoledì 13 gennaio 2021: “[…] il 15 ottobre 2020 è stata proposta un’ulteriore modifica del decreto ministeriale del dicembre 2015, finalizzata a ripristinare, nella disciplina di emissione della carta di identità elettronica, la parola “genitori”, in sostituzione di “padre” e “madre” […].” (https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0450&tipo=stenografico#sed0450.stenografico.tit00070.sub00020).

C’è da chiedersi se la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” nasconda il pericolo di spianare del tutto in futuro la strada ad una legiferazione in favore dell’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

In caso di risposta affermativa bisognerà a quel punto poi chiedersi anche perché solo genitore 1 o 2? Perché non considerare anche un possibile genitore 3 o 4 o 5? Cosa cambia dall’avere due oppure tre o quattro mamme o papà? E perché no due mamme e un papà? E non conta nulla l’esistenza di una madre naturale che ha partorito un figlio cresciuto nel proprio grembo per nove mesi, ma che il bambino non conoscerà mai?

Mi riferisco qui, ovviamente, alla pratica dell’utero in affitto per fortuna illegale nel nostro Paese.

Quando il bambino crescerà, è storia già vista, andrà a cercare la madre per ritrovare le proprie origini. Che poi il vero nodo di tutta la questione è che bisognerà trovare qualcuno che dica ad Elettra che dovrà avere due mamme e a Edipo che dovrà avere due papà e non oso immaginare le conseguenze della faccenda!

 


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