Guai a chi pensa di salvarsi senza Gesù o senza il suo “Memoriale”


BEN PRIMA DEI TEMPI DI MOSÈ E DEL SACERDOZIO LEVITICO DA LUI ISTITUITO SI HA UN SACERDOZIO REGALE E FUORI DA OGNI DINASTIA

Di Padre Giuseppe Tagliareni

La Bibbia narra di Melkisedeck, re di Salem, che venne incontro ad Abramo.

Era re e sacerdote; offrì pane e vino a Dio e benedisse il patriarca, che veniva dall’aver sconfitto dei nemici, carico di bottino.

Abramo diede la decima parte a Melkisedeck, onorando il suo sacerdozio e per gratitudine a Dio.

Qui, ben prima dei tempi di Mosè e del sacerdozio levitico da lui istituito, si ha un sacerdozio regale e fuori da ogni dinastia.

Così è il sacerdozio di Gesù, che è il Figlio garante di un’Alleanza superiore a quella antica.

A lui infatti, in qualità di Messia è stato fatto il giuramento divino. “Gli è resa infatti questa testimonianza: Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchìsedek” (Eb 7,17 = Sal 110,4).

Gesù è Sommo Sacerdote e Re; è anche la Vittima divina per i nostri peccati e tutto ottiene dal Padre.

Guai a coloro che pensano di salvarsi senza Gesù (gli ebrei), o senza il suo “Memoriale”, la S. Messa celebrata ogni giorno (protestanti e tanti cattolici solo di nome).

Come faranno quando Dio farà vedere i loro peccati?

Gesù guarisce un uomo dalla mano paralizzata in giorno di sabato.

C’è chi si rallegra e c’è chi lo accusa di violare il riposo sabbatico: questi ultimi decidono di farlo fuori.

Invece di vedere la bontà di Dio che opera miracoli per noi, vedono il crollo del loro potere sulle masse.

Per questo a loro serviva la Legge; negano l’evidenza se qualcosa fa vacillare il loro dominio.


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