La Rivoluzione è un tornare indietro, un’offesa all’intelligenza


LA RIVOLUZIONE FRANCESE È LA MADRE DI TUTTE LE RIVOLUZIONI E DI TUTTI I TOTALITARISMI

Di Pietro Licciardi

Come anticipato nel precedente articolo (Vedi QUI) cominciamo a familiarizzare con la parola e il concetto di Rivoluzione.

Essa, come ci suggerisce Gonzague de Reynold, è «un tornare indietro, dopo aver abbattuto tutto ciò che l’intelligenza e la volontà umana ha edificato e se si dà uno sguardo alla storia ogni fase della rivoluzione moderna è stata una negazione, seguita da una distruzione, rivelando una nostalgia istintiva per quanto è facile, semplice e primitivo. Si tratti quindi del ritorno alla Chiesa primitiva, o del ritorno alla natura, o della suddivisione uguale dei beni, o del comunismo, oppure della democrazia. E’ la legge del minor sforzo travestita da progresso. Infatti basta un minimo sforzo per distruggere invece che per costruire, per liberarsi invece che per darsi ordine. Basta un minimo sforzo per ritornare alla natura invece che per far progredire una civiltà».

Questa rivoluzione si è svolta su piani successivi, dall’alto al basso. Anzitutto è stata religiosa, portando alla riforma luterana, che ha portato al laicismo, al liberalismo e da questo all’anarchia contemporanea. 

Si è compiuta in nome della ragione e dell’intelligenza – i Lumi – per rivolgersi poi, in nome della natura, del sentimento, dell’istinto, sia contro la ragione che contro l’intelligenza.

Ha scalzato, una dopo l’altra, tutte le forme d’autorità, tutti i princìpi d’unità. Ha successivamente abbattuto tutti gli intermediari, tutte le infrastrutture fra l’uomo e Dio e, di conseguenza in conseguenza, fra l’uomo e lo Stato, l’uomo e la massa. 

Indubbiamente, la storia di questa lunga rivoluzione non è così semplice. Ma ripercorrendo con attenzione la storia si notano i collegamenti tra le idee degli umanisti, che per primi cominciarono a indebolire il legame tra Dio e l’uomo, e quelle dei “filosofi”, che hanno messo l’uomo al posto di Dio, le dottrine del Rinascimento e quelle del “secolo dei lumi”.

Si può determinare l’influenza esercitata dalla “filosofia” sulla rivoluzione francese – madre di tutte le rivoluzioni e di tutti i totalitarismi -, il passaggio da questa, attraverso l’intero secolo XIX, alla rivoluzione russa, con il socialismo romantico e il marxismo. Si può vedere nella guerra del 1914 un punto d’arrivo, con la distruzione degli imperi europei: Germania, Russia e soprattutto Austria, erede di quel Sacro Romano Impero che fu la culla dell’Europa simbolo dell’alleanza fra trono e altare, sostituiti da effimere democrazie. 

La Rivoluzione all’inizio è lenta ed è arrestata da ostacoli come la Controriforma o il classicismo del XVII secolo, ma poi la velocità aumenta nel XVIII secolo per diventare inarrestabile nel XIX secolo, anche grazie alla diffusione dell’istruzione pubblica, laica e obbligatoria, impartita dalle scuole di Stato quasi ovunque sotto l’influsso della Massoneria – un potente motore della Rivoluzione -, che grazie alle vicende del 1789 e alle armate napoleoniche si è diffusa come un cancro ovunque in Europa.

Non c’è dubbio che è stata la Rivoluzione francese una delle pietre miliari del processo rivoluzionario europeo, avendo rappresentato la sintesi dei moti filosofici e religiosi che si sono manifestati a partire dall’Umanesimo. Con essa — grazie all’abolizione delle vestigia del regime feudale e di quello corporativo — all’individualismo e all’ugualitarismo religiosi introdotti dalla Riforma, fanno seguito l’individualismo e l’ugualitarismo politici e l’individualismo economico, mentre, con la Rivoluzione sovietica, seguirà la stagione dell’ugualitarismo economico. Così lo storico François Furet sintetizza i decreti emanati dal 4 all’11 agosto 1789: «Essi distruggono da cima a fondo la società aristocratica e la sua struttura di dipendenze e di privilegi. Ad essa sostituiscono l’individuo moderno, autonomo, libero di fare tutto ciò che la legge non vieti. La tabula rasa realizzata a partire dal 4 agosto liquida tutti i poteri intermedi che possono esistere tra l’individuo e il corpo sociale nel suo insieme. L’opera sarà completata nel 1791 con l’approvazione della legge Le Chapelier, con la quale si proibivano le associazioni. Assai presto la rivoluzione ha manifestato un radicale individualismo».

Il 1789 è stato il piano inclinato che ha condotto al precipitare degli eventi, fino ad oggi, in cui è in pieno svolgimento una “quarta rivoluzione” iniziata col ’68,dopo la rivolta protestante, il 1789 in Francia, la Rivoluzione d’Ottobre . E’ quella che vorrebbe portare al definitivo annientamento dell’uomo e al suo definitivo distacco da Dio.

 


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