Shemà. Commento al Vangelo del 21 gennaio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 3,7-12

giovedì 21 gennaio 2021 

SANT’AGNESE, VERGINE E MARTIRE 

Oggi celebriamo la memoria liturgica di sant’Agnese, giovane ragazza che, denunciata da un suo pretendete pagano, testimoniò con la vita la fede cristiana morendo martire a Roma. Presto si diffuse la fama della sua castità in tutto l’impero, e subito la giovane Agnese fu ammirata e venerata, sia per il suo coraggio nel rifiutare le nobili nozze, sia per la forza incredibile che dimostrò nel sopportare strazianti torture nonostante la sua tenera età. Agnese venne raffigurata nella tradizione con un piccolo agnellino in braccio, simbolo della sua vita innocente offerta a Dio, come Gesù, agnello immolato. Il Vangelo di oggi ci presenta come un riassunto dell’attività di Gesù che mostra il suo grande seguito, più grande di quello di Giovanni Battista, poiché la gente, è scritto nel testo, non veniva solo dalla Galilea, come succedeva per il battesimo di Giovanni, ma anche dalla Giudea, da Gerusalemme, dall’Idumea, dalla Transgiordania, e perfino dalla regione pagana di Tiro e Sidone. Una folla numerosa ed eterogenea, dunque, tanto che Gesù corre il pericolo di essere schiacciato. Per questo chiede ai discepoli di mettere a sua disposizione una barca per parlare meglio alla gente. Ora, se ieri abbiamo meditato che i capi religiosi e civili cercavano pretesti per mettere a morte Gesù, oggi, invece, osserviamo che c’è una folla enorme che cerca Gesù, che vuole vederlo e toccarlo.  A questo punto, proprio dentro questo contrasto, il Vangelo presenta il fenomeno che maggiormente caratterizza la predicazione di Gesù, cioè la manifestazione degli spiriti impuri che, gridando, cadono ai piedi di Gesù affermando la loro professione di fede «Tu sei il Figlio di Dio!». Ecco, dunque, oggi tanti di noi possono trovarsi in situazioni conflittuali, instabili, caotiche, se non altro la nostra nazione si trova in questo stato, lo sappiamo. E il Vangelo, come sempre, ci rassicura, ci offre la consolazione profonda della presenza di Gesù perché il Signore non ci lascia nelle nostre confusioni. a noi sembra che se ne vada, invece, come ci racconta oggi il Vangelo, cambia solo posto! Sembra che vada sulla barca per andare via, ma non è così: và sulla barca per essere visto meglio da tutti! Perciò, quando siamo nella confusione e nell’indecisione, quando non riusciamo neppure a pregare perché tutto ci schiaccia e ci agita, è importante che ci ricordiamo che Gesù non se n’è andato! Se non altro perché  sempre, se ci facciamo caso, ci dà la possibilità di sentire, vedere e toccare gli effetti della sua autorevole presenza. Come è scritto in qiesto testo del vangelo, quando Gesù è presente, gli spiriti impuri cadono a terra, perché in effetti cadono, davanti a Lui, tutte le illusioni e le false speranze, tutti gli intrighi e i raggiri che ci hanno messo in uno stato di incertezza e di confusione. Anche se ci sentiamo lontani, Gesù è lì e la sua sola presenza piena di tenerezza purifica la nostra cosienza. Preghiamo allora oggi, in comunione con tutti i cristiani, in questa settimana in cui preghiamo nell’unità di cuore e di intenzioni, che possiamo riconoscere che Gesù ci libera e ci purifica nel profondo. Preghiamo anche Sant’Agnese perché per il dono della sua vita che noi onoriamo oggi, il Signore ci doni la libertà di Gesù per poter portare a tutti la pace, con la tenerezza di quell’ agnellino che Agnese porta tra le sue braccia. buona giornata!  

Mc 3,7-12

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.  Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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