“Non prendiamo ordini dal Pd!”. La risposta a Zingaretti degli organizzatori della campagna #stopaborto


MARIA RACHELE RUIU: “MENO MALE CHE VI CHIAMATE ‘PARTITO DEMOCRATICO’. NON ABBIAMO BISOGNO DELLA VOSTRA AUTORIZZAZIONE PER AVERE IL NOSTRO SPAZIO DI LIBERTÀ NÉ GLI ITALIANI SONO TENUTI A PRENDERE DIRETTIVE DALLA DIREZIONE NAZIONALE DEL PD”.

A cura di Angelica La Rosa

“Non prendiamo ordini dal Pd! Con un post tipico di un regime dittatoriale, il Partito di Nicola Zingaretti ha contestato i nostri manifesti collocati su vele, inerenti alla campagna #stopaborto, affermando che noi mortifichiamo i diritti e continuiamo a colpevolizzare le donne. Fateci capire: bisogna essere tutti per l’aborto e ignorare la soppressione di un essere umano? Ma non vi rendete conto che siete qui ad attaccarci solo perché la vostra mamma non vi ha abortito?”.

Così ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, associazione promotrice della campagna choc per la Vita.

“Siete voi che decidete le donne che possono parlare e quelle che non possono farlo? Perché chi non è a favore dell’aborto – ha continuato e concluso Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di PVF – non deve avere il diritto di esprimere la propria opinione? E vi dà fastidio se una donna cambia idea e accoglie la vita? E meno male che si chiama Partito ‘Democratico’. Non abbiamo bisogno della vostra autorizzazione per avere il nostro spazio di libertà né gli italiani sono tenuti a prendere direttive dalla Direzione nazionale del Pd. Rivendichiamo il nostro diritto a manifestare liberamente il nostro pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione come ci autorizza l’art.21 della Costituzione e anche la legge”.

 


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