Biden già all’attacco dei valori cristiani. Le preoccupazioni di alcuni prelati USA


A DISPETTO DEL CREDO DICHIARATO, IL NUOVO PRESIDENTE STATUNITENSE E’ DECISO A INTRODURRE LEGGI CHE SFIDANO I PRINCIPI DELLA FEDE CATTOLICA. MA NON TARDANO I RICHIAMI DA PARTE DI ALCUNI PRELATI CATTOLICI

Di Emanuela Maccarrone

Appena eletto come nuovo Presidente degli Usa, Joe Biden, che si dichiara cattolico, fa parlare di sé in senso anti-cattolico.

In questi giorni, il presidente della Conferenza episcopale Usa, Monsignor Gomez, ha manifestato le sue preoccupazioni per i prossimi interventi di Biden su tematiche quali la contraccezione, il matrimonio, il gender e l’aborto.

Monsignor Gomez ha scritto una dichiarazione con la quale ha manifestato al nuovo Presidente Usa l’impegno della Chiesa nei suoi rapporti con gli Usa: “Lavoriamo con ogni Presidente e con ogni Congresso. Le nostre priorità non sono mai di parte, ci potranno essere aree in cui si lavorerà in accordo e altre in opposizione”.

In altre parole, il prelato ha messo in chiaro che compito dei vescovi cattolici, in quanto pastori delle anime e non attori di parte nella politica, è di guidare le società in base ai principi del Vangelo.

Sulla base di questa premessa, il presidente della Conferenza episcopale ha espresso le perplessità cattoliche sugli impegni assunti, in tema di aborto, da Biden: “L’aborto è un attacco diretto alla vita che ferisce anche la donna e mina la famiglia”.

L’auspicio del prelato è di “iniziare un dialogo per affrontare i complicati fattori culturali ed economici che spingono all’aborto e scoraggiano le famiglie”.

Ma monsignor Gomez non è stato l’unico a sollevare questioni sulla vicenda. Qualche giorno fa, il nuovo presidente statunitense, insieme alla sua vice Kamala Harris, ha celebrato l’anniversario della Roe versus Wade, la storica sentenza del 1973 che ha stravolto le restrizioni sull’aborto in tutta la nazione, definita dal Presidente “un progresso dei diritti e della salute delle donne”.

L’entusiasmo manifestato da Biden ha destato le preoccupazioni dell’arcivescovo Joseph F. Naumann di Kansas City (Stato federale del Kansas) e presidente del Comitato per le attività per la vita della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti.

L’alto prelato ha commentato il fatto con queste parole: “è profondamente inquietante e tragico che qualsiasi Presidente elogi e si impegni a codificare una sentenza della Corte Suprema che nega ai bambini non nati il loro diritto umano e civile più fondamentale, il diritto alla vita, sotto il travestimento eufemistico di un servizio sanitario”.

L’arcivescovo, poi, ha ricordato a tutti i cattolici la dottrina del Catechismo della Chiesa Cattolica in tema di aborto, ossia che va considerato un male morale in ogni epoca, e ribadendo le penose conseguenze di questo atto, sia nei confronti delle donne, il dolore della perdita e dell’abbandono, sia nei confronti dei non nati, ai quali si nega il diritto alla vita.

“I funzionari pubblici”, ha aggiunto il prelato, “sono responsabili non solo delle loro convinzioni personali, ma anche degli effetti delle loro azioni pubbliche”.

Pertanto, l’esortazione dell’arcivescovo al Presidente Biden è stata quella di “rifiutare l’aborto e promuovere aiuti che affermano la vita alle donne e alle comunità bisognose”.

Tra i primi provvedimenti del neo Presidente degli Stati Uniti, a due giorni dall’insediamento ci sarebbe un ordine esecutivo per obbligare tutti gli istituti superiori ed i college che ricevono fondi federali a consentire agli atleti di gareggiare nella categoria del loro sesso percepito e non di quello biologico.

“Molto bello, molto progressista, molto moderno, soprattutto in un sistema in cui i giovani dotati ma meno abbienti hanno l’occasione di accedere ad una istruzione di alto livello, per meriti sportivi. A te cosa toglie? A me niente. Alle ragazze che perderanno l’opportunità di conseguire vittorie, titoli, record e borse di studio perché costrette a gareggiare con maschi fisicamente più forti e strutturalmente più dotati”, ha commentato Dalila di Dio.

Come se non bastasse, scrive Lorenzo Capellini Mion, Biden “tra i primi atti ha bloccato la misura, voluta dal Presidente Trump, che mira ad abbassare i prezzi di alcuni farmaci, tra cui insulina ed epinefrina, divenuti insostenibili per i pazienti a basso reddito. Ad oggi l’unica priorità sembra essere quella di correre a gratificare i suoi sponsor, palesi ed occulti la cui agenda politica viene prima del benessere dei cittadini. È solo l’inizio e di solito finisce molto male”.

 


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