Quel “patentino” per i vaccinati contro il Covid-19 e la legge mancante…


È NOSTRO DOVERE TUTELARE LA LIBERTÀ DI SCELTA CIRCA LA POSSIBILITÀ DI VACCINARSI… ANCHE QUALE DOVERE MORALE E SOCIALE CHE DERIVA DALLO STUDIO DELLA STORIA…

Di Camilla Della Giustina

La concentrazione mediatica e politica che vede al centro il dibattito la possibilità di prevedere l’istituzione di un “patentino” da rilasciare a coloro i quali dovessero decidere di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid-19 necessita di ricordare e ricordare quanto accaduto prima del Codice di Norimberga.

Questo Codice venne redatto a seguito della commissione degli eccidi e dei crimini commessi all’interno di campi di concentramento e venne elaborato da un apposito Comitato Etico al fine di dettare la normativa in materia di sperimentazione scientifica.

Il punto centrale concerne il consenso libero e informato della persona che decide di sottoporsi a trattamento.

Si tratta di un concetto successivamente recepito dalla nostra Costituzione repubblica la quale all’art. 32 comma 2 precisa che solamente sulla scorta di una legge un determinato trattamento sanitario può essere imposto come obbligatorio.

Qualora non vi fosse una LEGGE nessuno può imporre, in via diretta o indiretta, un trattamento sanitario, nell’ipotesi un vaccino, quale elemento necessario per poter accedere a determinati luoghi (piscine, palestre, ecc).

Fino a quando non si ha una legge contenente un obbligo in tal senso è nostro dovere tutelare la libertà di scelta circa la possibilità di vaccinarsi o meno questo non solo in quanto conforme allo spirito della nostra Costituzione ma anche quale dovere morale e sociale che deriva dallo studio della storia.

 


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