Shemà. Commento al Vangelo del 27 gennaio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 4,1-20

mercoledì 27 gennaio 2021

Oggi il Vangelo ci illustra un insegnamento di Gesù: la parabola del seminatore, che ci trasmette non solo la sapienza contadina propria della terra al tempo di Gesù, ma anche una lettura interiore di grande profondità. L’ambiente descritto è formato da terreni sassosi, arbusti spinosi, terreni arsi dalla calura del sole, pianticelle calpestate da passanti. Poi c’è anche una parte di terra buona, che permette al seme di diventare albero, per portare frutto. In questo ambiente così variegato, emerge il seminatore, protagonista della parabola, che coraggioso, fiducioso, esce, cioè non si chiude alla possibilità che, almeno qualche seme, prima o poi, possa portare frutto. Il seme è potenza di vita, per questo Gesù cerca di mettere in condizione le persone che lo ascoltano di intendere il senso di questa parabola, poi, come è scritto, dovrà costatare che i discepoli hanno bisogno di una spiegazione. Alcuni studiosi ritengono che questa spiegazione sia un’ aggiunta posteriore al testo della parabola stessa, e questo sembra plausibile perché il Vangelo è un testo scritto anche per accompagnare alla fede le comunità cristiane e, lo sappiamo, una parabola resta sempre e comunque aperta alle diverse interpretazioni. La spiegazione di questo testo, quindi, potrebbe essere stata offerta dalla comunità credente del tempo e inserita per offrirci una lettura profonda della parabola: il seme è la Parola di Dio, perché è potenza di vita che, lì dove viene accolta, porta frutto. Al di là di questa bella spiegazione, colpisce comunque la figura di questo seminatore, che non ha nome, perché in realtà è chiunque sia capace di uscire dalle chiusure, dalle paure, per dare qualcosa di sé agli altri, chiunque si disponga a fare un atto di coraggio, un atto di fiducia verso gli altri; ma il seminatore è anche chiunque sappia accogliere un dono, una condivisione, un gesto, una parola, per poi donare ciò che accoglie. Facciamo anche noi, oggi, come il seminatore! Non facciamoci chiudere il cuore dal male, ma usciamo e facciamo atti di fiducia gli uni verso gli altri, miglioriamoci  la vita e scegliendo di non vivere più nella paura gli uni degli altri! Oggi è anche la giornata della memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto, l’orrore commesso contro gli ebrei, i nostri fratelli maggiori. Come ogni anno, ricordiamo anche queste persone che hanno saputo testimoniare a noi tutti una grande forza spirituale, perchè tutti noi siamo sostenuti dalla fede degli ebrei, per la loro antica tradizione religiosa e per la loro testimonianza, che tanto ha in comune con quella di Gesù. Tutto l’Israele di Dio nell’Olocausto, come Gesù, è stato il servo sofferente, che ha portato su di sé il male del mondo. Questa mattina allora iniziamo la giornata chiedendo al Signore il dono della speranza in un futuro migliore, più umano, più giusto, perché questa speranza ci porti alla fiducia e ci permetta di non cadere mai nella paura, ma di aprirci alla vita, come il seminatore di questa bella parabola che oggi ci viene proposta dalla liturgia. Buona giornata! 

Mc 4,1-20

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». Questo e’ la parte che avreste dovuto rendere chiara ai non addetti o profani. Non vi sembra?