Dalla rivoluzione comunista al nichilismo che la fa da padrone


UN CENTRO DI DOCUMENTAZIONE CHE MIRA A FAR CONOSCERE SEMPRE PIÙ LA CULTURA CATTOLICA E IN PARTICOLARE LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

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Di Pietro Licciardi

“Dalla rivoluzione comunista al nichilismo che la fa da padrone”. Si potrebbero riassumere così gli “avversari” del Centro Cattolico di documentazione e informazione generale e pedagogica. Una benemerita, e pluridecennale, iniziativa, che mira a far conoscere sempre di più la cultura cattolica, e in particolare la dottrina sociale della Chiesa.

Informazione Cattolica ha voluto saperne di più rivolgendo qualche domanda al dottor Andrea Bartelloni (nella foto), responsabile del Centro Cattolico di documentazione di Marina di Pisa.

Quando, come e perché è nato il Centro Cattolico di documentazione di Marina di Pisa?

Il Centro Cattolico di documentazione e informazione generale e pedagogica, è questo il nome originale, nasce agli inizi degli anni settanta per volontà del parroco della Chiesa di Maria Ausiliatrice, il salesiano don Mario Agosta. Vuole portare a conoscere sempre maggiormente la cultura cattolica e in particolare la dottrina sociale della Chiesa attraverso lo studio e la formazione di gruppi di giovani che, iniziando le scuole superiori, si allontanavano dalla fede. Ecco così che nascono delle specie di doposcuola dove si affrontano temi legati alla storia, alla letteratura, argomenti che venivano letti, spesso in chiave anti cristiana e anti cattolica in particolare. Anche la scienza veniva utilizzata per ridicolizzare l’insegnamento della Chiesa e i ragazzi avevano bisogno, avevamo bisogno, di anticorpi adeguati.

Quale attività ha svolto in questi anni?

Il 24 di gennaio è stata la festa di San Francesco di Sales, devozione forte per la famiglia salesiana e patrono dei giornalisti. Il Centro ha sempre avuto una grande attenzione alla carta stampata cercando letture adatte per meglio capire e interpretare gli avvenimenti. Le difficoltà erano notevoli, la stampa di orientamento laicista e progressista la faceva da padrona: nasce la Rassegna Stampa che, con fatica, cerca di dare una informazione il più possibile oggettiva e, ovviamente, controcorrente. La vita di questa pubblicazione è andata avanti fino al 2019, quasi quaranta anni che, se proviamo a sfogliarla e molti numeri in pdf si trovano nel sito (https://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/?page_id=37943), racconta la storia italiana e non solo affrontata da un punto di vista particolare: il nostro. Abbiamo organizzato incontri pubblici sia a Marina di Pisa che a Pisa e continuiamo a farlo anche indirettamente con quello che abbiamo seminato.

Attualmente invece che tipo di attività svolge?

Adesso, con l’avvento della rete può sembrare tutto più facile, ma occorre una capacità di discernimento notevole anche perché la velocità con la quale si entra in contatto con notizie e commenti e impressionante. Occorre far sedimentare le cose, riflettere e “sono diventati evidenti a tutti, ormai, anche i rischi di una comunicazione social priva di verifiche. Abbiamo appreso già da tempo come le notizie e persino le immagini siano facilmente manipolabili, per mille motivi, a volte anche solo per banale narcisismo. Tale consapevolezza critica spinge non a demonizzare lo strumento, ma a una maggiore capacità di discernimento e a un più maturo senso di responsabilità, sia quando si diffondono sia quando si ricevono contenuti. Tutti siamo responsabili della comunicazione che facciamo, delle informazioni che diamo, del controllo che insieme possiamo esercitare sulle notizie false, smascherandole. Tutti siamo chiamati a essere testimoni della verità: ad andare, vedere e condividere” (Messaggio di Papa Francesco per la 55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 23 gennaio 2021). Noi non abbiamo la pretesa di andare sulla notizia, ma quella di evitare di essere il più possibili testimoni di verità.

E come avete adeguato la vostra informazione nell’era di Internet?

Il Centro Cattolico di documentazione ha un proprio sito internet (https://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica) in cui continua a proporre articoli tratti dal web e dalla carta stampata adottando gli stessi criteri della Rassegna cartacea. In più abbiamo a disposizione trascrizioni di tavole rotonde e incontri, oltre 100 libri scaricabili in Pdf su argomenti particolarmente “sensibili” per i cattolici, che molto spesso subiscono la cattiva informazione se non della vera e propria propaganda su questioni per loro cruciali. Pensiamo alle “leggende nere” che distorcono la comprensione del medioevo, delle crociale o della famigerata inquisizione. Siamo anche presenti su Facebook, dove con i nostri post seguiamo più questioni di stretta attualità.

Qual è secondo il suo punto di vista lo stato della formazione in ambito cattolico? Giovanni Paolo II disse che la fede doveva diventare cultura…

Questa è una sfida epocale e, purtroppo sembra che la cultura resti appannaggio di tutti meno che del mondo cattolico. Pare che vada a rimorchio non proponendo una visone propria, o meglio, l’eco dei messaggi in tal senso è subito messa a tacere a vantaggio di ciò che sembra andare nella direzione delle idee che il mondo vuole sentire. Nostro scopo è anche quello di cerare di farsi portavoce della buona notizia, in particolar modo della Dottrina Sociale della Chiesa che, come fedeli laici, ci interroga quotidianamente e ha bisogno di megafoni viventi.

Quali sono le condizioni secondo lei per poter ricostituire nella società italiana un presenza culturale significativa dei cattolici?

Ripartire dai piccoli gruppi, valorizzare quanto di buono produce il laicato associativo per cercare di essere quel lievito indispensabile, quel sale necessario.

Il Centro Cattolico di Documentazione come contribuisce?

Offrendo materiale formativo e informativo dalla stampa, libri, pubblicizzando iniziative utili, tenendo sveglia l’attenzione su ciò che conta: siamo passati da una fase dove sembrava vincente la rivoluzione comunista a una dove il nichilismo sembra farla da padrone. E questo nemico è ancora più subdolo, invisibile, difficile da combattere, ma la strada è questa, quella di un “ritorno al reale” alla realtà delle cose semplici, ovvie, come ci insegnava un grande maestro, Gustave Thibon, del quale in questi giorni abbiamo ricordato i venti anni dalla morte. Accendere quei fuochi per dimostrare che due più due fa quattro o che le foglie sono verdi d’estate secondo la profezia di un altro grande maestro: Gilbert Keith Chesterton.


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