Ma che razza di “cattolico” è Joe Biden?


GIÀ GLI È STATA NEGATA LA COMUNIONE DA UN SACERDOTE DELLA CAROLINA DEL SUD AD AGOSTO E IL CARDINALE RAYMOND BURKE HA RICORDATO CHE EGLI “NON È UN CATTOLICO IN REGOLA E NON DOVREBBE AVVICINARSI A RICEVERE LA SANTA COMUNIONE”

Di Diego Torre

La sentenza Roe e Wade spacca gli Stati Uniti dal 1973.

Il caso di Jane Roe (il vero nome è Norma McCorvey) spinse la Corte Suprema ad autorizzare un aborto (Norma in tutta la sua vita mai abortì, ma ebbe tre figli) dando torto allo stato del Texas rappresentato dall’avvocato Wade.

Al di là del dramma di una donna dalla vita carica di prove e dolori, la sentenza provocò negli Stati Uniti, da allora, la morte di 60.000.000 di innocenti e la spaccatura del paese in prolife e prochoice.

La decisione del presidente Biden di giungere ad una codificazione legislativa sul tema aborto darebbe ancora più forza alla prassi dell’aborto e, per l’effetto trainante che hanno gli USA in occidente, determinerebbe la consacrazione definitiva di questa pratica criminale quale “diritto” della persona anzichè delitto contro la vita.

Ma che cattolico è Biden?

Già gli è stata negata la comunione da un sacerdote della Carolina del Sud ad agosto, e il cardinale Raymond Burke, già prefetto del Tribunale supremo della Segnatura apostolica, il più alto tribunale canonico della Chiesa, ha ricordato che egli “non è un cattolico in regola e non dovrebbe avvicinarsi a ricevere la Santa Comunione”.…“Questa non è una dichiarazione politica, … un cattolico non può sostenere l’aborto in nessuna forma o modalità perché è uno dei peccati più gravi contro la vita umana, ed è sempre stato considerato intrinsecamente malvagio e quindi sostenere in qualche modo l’atto è un peccato mortale…se qualcuno dice “beh, io sono un cattolico devoto” e allo stesso tempo promuove l’aborto, dà l’impressione agli altri che sia accettabile per un cattolico essere a favore dell’aborto e naturalmente non è assolutamente accettabile. Non lo è mai stato e mai lo sarà”.

Questa è la dottrina della Chiesa di sempre, ribadita dall’arcivescovo Joseph F. Naumann di Kansas City, presidente del Comitato per le attività per la vita della Conferenza dei vescovi cattolici, che trova “inquietante e tragico” l’intento di Biden.

Concetto ribadito e rafforzato da mons. Gomez, arcivescovo di Los Angeles e  presidente della conferenza episcopale Usa che, pur compiaciuto della fede cattolica di Biden, ha ricordato che i vescovi “hanno il dovere di proclamare il Vangelo in tutta la sua verità e potenza, (…) anche quando i suoi insegnamenti suonano inconvenienti, e le sue verità contrarie alla direzione della società e della cultura nel suo complesso. Devo sottolineare che il nostro nuovo presidente si è impegnato a perseguire determinate politiche che promuoveranno i mali morali e minaccerebbero la vita e la dignità umana, soprattutto nelle aree dell’aborto, della contraccezione, del matrimonio e del genere. Di profonda preoccupazione è la libertà della Chiesa e la libertà dei credenti di vivere secondo la loro coscienza”.

Premesso poi che l’aborto “rimane la preminente priorità” … come ci insegna Papa Francesco non possiamo rimanere in silenzio mentre circa un milione di vite non nate sono scartate nella nostra società anno dopo anno attraverso l’aborto… un diretto attacco alla vita che ferisce la donna e mina la famiglia.” Il comunicato si conclude affidando “tutte le nostre speranze e le nostre ansie in questo nuovo momento al tenero cuore della Beata Vergine Maria, madre di Cristo e patrona di questa nazione eccezionale. Che Ella ci guidi nelle vie della pace e ci ottenga la saggezza e la grazia di un vero patriottismo e dell’amore per la patria”.

Sembrerebbe chiaro a questo punto l’altolà a Biden del mondo cattolico. Ma è così?

Il cardinale di Chicago Blase Cupich ha subito definite “sconsiderate” le dichiarazioni di mons. Gomez, attaccandolo pubblicamente. E il gesuita e amico dei Biden, padre Kevin O’Brien che ha celebrato la Messa a cui hanno partecipato i coniugi prima della cerimonia a Capitol Hill, e l’altro gesuita padre Leo O’Donovan, che ha pronunciato l’invocazione pubblica, hanno ricordato a Biden i principi non negoziabili?

A queste prime dichiarazioni nei giorni seguenti ne sono seguite parecchie altre di singoli vescovi, diverse per toni e per temi. Una faglia evidente che spacca il mondo cattolico; americano e non.

Nello studio ovale della Casa Bianca, Biden ha esposto una foto del Papa. Ed il Papa gli ha mandato un messaggio che riportiamo integralmente.

“In occasione del vostro insediamento come quarantaseiesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, estendo cordiali auguri e l’assicurazione delle mie preghiere che Dio Onnipotente vi conceda saggezza e forza nell’esercizio del vostro alto incarico. Sotto la sua guida, possa il popolo americano continuare a trarre forza dagli alti valori politici, etici e religiosi che hanno ispirato la nazione sin dalla sua fondazione. In un momento in cui le gravi crisi che affliggono la nostra famiglia umana richiedono risposte lungimiranti e unite, prego affinché le vostre decisioni siano guidate dalla preoccupazione di costruire una società segnata da autentica giustizia e libertà, insieme al costante rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona, specialmente dei poveri, dei vulnerabili e di coloro che non hanno voce. Allo stesso modo chiedo a Dio, fonte di tutta la saggezza e la verità, di guidare i vostri sforzi per promuovere la comprensione, la riconciliazione e la pace negli Stati Uniti e tra le nazioni del mondo al fine di far progredire il bene comune universale. Con questi sentimenti, invoco volentieri su di voi, sulla vostra famiglia e sull’amato popolo americano un’abbondanza di benedizioni.”

Basterà tutto ciò per fermare gli intenti abortisti di Biden?


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