Nelle tempeste d’oggi chierici e laici hanno il coraggio di gridare il nome di Gesù?


È LA FEDE OBBEDIENZIALE CHE PIACE A DIO

Di Padre Giuseppe Tagliareni

La religione si fonda sulla rivelazione di Dio e la fede degli uomini.

“La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede… Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano” (Eb 11,1.6).

Dio si rivelò ai primi uomini e poi ad Abramo, Isacco e Giacobbe, promettendo loro una Terra e una benedizione che si sarebbe estesa alla loro numerosa discendenza. Abramo credette e “partì senza sapere dove andava” (v.8).

È la fede obbedienziale che piace a Dio. Egli, e poi anche i suoi primi discendenti, abitarono nelle tende e non ebbero il possesso, ma solo la promessa.

Ad Abramo fu persino richiesto di sacrificare il figlio Isacco e lui obbedì, anche se un angelo fermò la sua mano. “Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti” (v. 19).

La promessa di Dio non è solo terrena; Dio prepara una dimora eterna, una “città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso” (v. 10). Questa è la nostra patria.

Ci fu tempesta sul lago e la barca di Pietro rischiò di affondare. Ma c’era Gesù con loro. Lo svegliarono ed egli placò il mare e fermò i venti. I suoi discepoli rimasero sbalorditi al vedere la sua potenza. Oggi c’è tempesta nel mondo e la Chiesa rischia d’affondare o di sfasciarsi. Papi, vescovi, sacerdoti e laici hanno il coraggio di gridare il nome di Gesù?


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