Chi si mette col demonio si troverà davanti un Gesù ostile


PERSINO I DEMONI GLI OBBEDISCONO E DICHIARANO CHE EGLI È “IL SANTO DI DIO”, VENUTO PER DISTRUGGERE IL LORO DOMINIO.

Di Padre Giuseppe Tagliareni

IV Domenica del Tempo Ordinario, Anno B.

Tutto l’Antico Testamento è preparazione alla venuta di Gesù.

Gli ebrei in Egitto conobbero la schiavitù al faraone e furono liberati per mezzo di Mosè.

Sul Sinai ricevettero la Legge in un contesto di fuoco che mise su tutti grande paura. Poi con Giosuè entrarono nella Terra Promessa.

Ebbene, l’Egitto rappresenta la schiavitù del peccato e della terra di esilio; Mosè rappresenta Cristo, il vero liberatore dal peccato; il faraone rappresenta Satana, il vero tiranno che tiene schiavi tutti gli uomini; la Terra Promessa rappresenta il cielo, dove solo Gesù può farci entrare.

Mosè predisse che Dio avrebbe concesso un profeta come lui, che avrebbe detto le parole di Dio: “Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto” (Deut 18,19), dice il Signore.

Questa profezia si riferisce a Cristo. S. Paolo ci invita a piacere al Signore e non al mondo, per non essere divisi. Il mondo infatti, allontana da Dio con le sue seduzioni. I veri cristiani rimangono fedeli al Signore.

Gesù “insegnava come uno che ha autorità, e non come gli scribi”.

Questi si riferivano sempre a Mosè; Gesù invece parla con un’autorità propria, ben superiore a quella di Mosè; persino i demoni gli obbediscono e dichiarano che egli è “il Santo di Dio”, venuto per distruggere il loro dominio.

Così è la storia: chi si mette col demonio, si troverà davanti un Gesù ostile.


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