Mentre nell’Est Europa si difende la vita in Occidente si celebra la morte


ANCHE IL PORTOGALLO HA APPROVATO L’EUTANASIA E IL SUICIDIO ASSISTITO. LA DECISIONE HA SCOSSO GLI AMBIENTI CATTOLICI CHE HANNO MANIFESTATO LA PROPRIA INDIGNAZIONE. SI SPERA CHE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA INVII L’ATTO ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER L’ILLEGITTIMITA’ DELLA NORMA…

Di Emanuela Maccarrone

L’Unione europea è divisa in due fronti: i Paesi dell’est, con la Polonia in testa, si battono per difendere la vita e le tradizioni, sfidando le imposizioni dell’Ue, mentre i Paesi dell’Europa occidentale, e l’occidente considerando anche le politiche di Biden, si aprono al culto della morte.

E’ recentissima la sconcertante notizia che riguarda il Portogallo dove, dopo il voto globale finale dell’Assemblea della Repubblica, sono stati legalizzati l’eutanasia e il suicidio assistito. La decisione dell’organo legislativo ha suscitato il malcontento di alcuni esponenti.

La Conferenza episcopale del Portogallo (CEP),  con una nota del Consiglio permanente, ha espresso il proprio rammarico : ” I vescovi portoghesi esprimono la loro tristezza e indignazione per l’approvazione parlamentare della legge che autorizza l’eutanasia e il suicidio assistito”.

Il principio alla base di queste leggi è sempre lo stesso, ossia l’autodeterminazione della persona che, contrariamente a quanto si vuole far credere,  per la Cep significa  una “battuta d’arresto culturale senza precedenti”.

“Non possiamo mai smettere di combattere e alleviare la sofferenza, fisica, psicologica o esistenziale, e accettare che la morte causata sia la risposta a queste situazioni. La risposta alla malattia e alla sofferenza dovrebbe essere piuttosto la protezione della vita, soprattutto quando è più fragile con tutti i mezzi e, cioè, l’accesso alle cure palliative, di cui la maggioranza della popolazione portoghese è ancora priva”.

Ora, la speranza della Cep è nella decisione del Presidente della Repubblica che ha il potere di interpellare la Corte Costituzionale sulla revisione dell’atto “per aver offeso il principio di inviolabilità della vita umana”.

Il rammarico per una simile decisione è stato espresso anche dall’ Associazione dei Medici Cattolici Portoghesi (AMCP) che ha commentato la decisione dell’ Assemblea con queste parole: “Con questa legge, lo Stato offre una sola opzione alla maggioranza dei pazienti in estrema sofferenza, morte su richiesta. I medici non sono agenti di morte e l’eutanasia non è, a nostro avviso, un atto medico. Non è il momento di legiferare sulla morte. È ora di lottare per la vita e creare le condizioni per curare i malati”.

Sia la Conferenza episcopale sia l’AMCP hanno posto l’attenzione su un’evidente contraddizione: mentre l’umanità sta rivendicando il diritto alla vita davanti al covid-19, la stessa umanità sta acconsentendo alla morte con l’eutanasia e il suicidio assistito, senza dimenticare l’aborto.

“Da un lato, siamo commossi e applaudiamo l’impegno disinteressato degli operatori sanitari per salvare tutte le vite di tutti i pazienti, con e senza COVID-19; al contrario, ci stupisce l’ostinazione dei deputati a sancire leggi che consentono la morte delle persone più fragili, malate e sofferenti su richiesta di un Paese dove, purtroppo, la maggioranza ancora non ha accesso alle cure palliative”, ha aggiunto l’AMCP.

Intanto, anche la Federazione portoghese per la vita (FPV) ha dichiarato che farà appello al Presidente della Repubblica contro la decisione dell’Assemblea.

Secondo il segretario della FPV, il giurista José Maria Seabra Duque, l’atto: ”  è un cattivo diploma e viola in modo flagrante la Costituzione”, perché mette in discussione il suo articolo 24, sul diritto alla vita, in cui si stabilisce che ” La vita umana è inviolabile”.

Secondo il giurista, i deputati non sono autorizzati a legiferare in modo che “lo Stato uccida” né alcuna maggioranza parlamentare possa determinare le circostanze in cui sarebbe “lecito allo Stato uccidere una persona”, anche su richiesta di quest’ultimo.

 


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