Renzi, il “rottamatore” dei giochetti di Palazzo, flirta con un paese islamico integralista


MATTEO RENZI VOLA A RIYAD E CONQUISTA LA SCENA

Di Gian Piero Bonfanti

L’ex papa-boy continua a far parlare di sé. Questa volta non lo fa in ambiente domestico, nella nostra amata Italia, dove per giochetti politici è riuscito col suo partito minoritario Italia Viva a far cadere un Governo traballante ed indebolito da una serie di scelte scellerate.

Questa volta il politico fiorentino per conquistare il palco si è spinto a Riyad, capitale dell’Arabia Saudita.

L’abbiamo visto nei video oramai divenuti virali parlare con il principe Mohammad bin Salman, ostentando il suo inglese strascicato ed auspicando ad un “rinascimento” dell’Arabia Saudita.

Quali siano state le vere motivazioni che hanno spinto il Senatore Renzi a volare nel paese tuttora coinvolto nella guerra con lo Yemen, oltre agli oramai noti 80 mila euro di ingaggio annuo per la partecipazione al meeting, non saranno probabilmente mai note.

Ricordiamo che in questa feroce guerra che vede l’Arabia Saudita coinvolta da circa 6 anni, sono contrapposti il movimento dei ribelli sciiti Houthi, fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh (assassinato il 4 dicembre 2017 a Sanaa), e la  coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, che sostiene Abdrabbuh Mansour Hadi (presidente dello Yemen dal 2012 fino alla sua deposizione, avvenuta con un colpo di Stato il 22 gennaio 2015).

Questa guerra feroce nel corso degli anni ha causato la morte di moltissime persone, soprattutto bambini, caduti sotto i bombardamenti dei sauditi oppure morti per fame e stenti.

Ebbene, subito dopo la visita di Renzi in Arabia Saudita, grazie alla quale si sono riaccesi i riflettori su di un paese che é al centro di una discussione riguardo al rispetto dei “diritti umani”, il Governo italiano ha interrotto la sua fornitura di armamenti.

Chiaramente la discussione si è molto accesa nell’ambito della maggioranza in merito all’iniziativa di Renzi, ed il famoso “rottamatore” è riuscito anche questa volta a conquistare il ruolo di protagonista.

Con questa vicenda è riuscito a spostare l’attenzione dai giochetti di Palazzo, che intanto qualcuno continua ad imbastire allegramente, ad un possibile incidente diplomatico con un paese integralista.

Chissà se almeno nell’occasione dell’incontro con il principe Mohammad bin Salman il Senatore Matteo Renzi si è battuto con la “lancia in resta” per la tutela delle donne e degli omosessuali nel paese del futuro “rinascimento”.

Ne dubitiamo fortemente.

Subito dopo la conferenza Renzi è rientrato in Italia per le consultazioni, a bordo di un aereo privato messo a disposizione dalla fondazione creata con un decreto del re Saudita, Salman bin Abd al-Aziz Al Sau, che fa capo al figlio, Mohammad bin Salman.

Chiaramente per Matteo Renzi la quarantena per Covid-19 al rientro dall’Arabia Saudita non è stata osservata, ma questo per l’elite è solo un dettaglio…the show must go on.

 


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