Sull’aborto si fa un uso ideologico della scienza e dei mezzi di comunicazione


FABRIZIO VERDUCHI (ITALIA CRISTIANA): “CONDANNIAMO L’ASSOLUTISMO DISPOTICO DELLA CULTURA DELLA MORTE”. GIANFRANCO AMATO (NOVA CIVILITAS): “STRINGIAMOCI INTORNO A CHI CON CORAGGIO SI BATTE PER LA DIFESA DELLA VITA”. PIETRO GUERINI (COMITATO E ASSOCIAZIONE NO194): “L’ABORTO È UNA VERGOGNA RIVENDICATA COME CONQUISTA DI CIVILTÀ”

Di Angelica La Rosa

In occasione della Giornata della memoria del 27 Gennaio scorso, attraverso un breve video, ha commemorato, insieme allo sterminio degli Ebrei, anche l’attuale sterminio dei bambini nel grembo materno con l’aborto volontario.

Apriti cielo! I cultori della morte italiani si sono scagliati contro il sacerdote ma anche, e fisicamente, contro i pro vita Giorgio Celsi e Virgilio Baroni, “colpevoli” di battersi in difesa della vita nascente.

“Esprimiamo piena solidarietà e sostegno a Don Bruno de Cristofaro per l’aggressione mediatica subita”, ha dichiarato Fabrizio Verduchi, Presidente Italia Cristiana. “Condanniamo l’assolutismo dispotico della cultura della morte che avvolge la 194 e ostacola qualsiasi dibattito sull’omicidio aborto. Vi è una dittatura del pensiero unico che non ammette confronto, non ammette di essere messa in discussione, chi, come Don Bruno, la contesta viene violentemente aggredito sul piano personale. Ogni anno l’aborto provoca oltre 42 milioni di morti in tutto il mondo e solamente in Italia, dal 22 maggio 1978, da quando è stata approvata la 194 ad oggi sono morti oltre 6.000.000 milioni di bambini a causa dell’aborto. Sono numeri terrificanti di uno sterminio che dobbiamo fermare”.

“Ringraziamo tutti i sacerdoti e gli uomini di buona volontà che sanno ribadire con limpida fermezza che una società civile non può accettare questo abominio, auspichiamo, altresì, il tempestivo intervento anche delle autorità ecclesiastiche in difesa di questo coraggioso sacerdote”, ha concluso Verduchi.

Altro episodio spiacevole è accaduto a Monza, davanti all’ospedale San Gerardo dove, durante una delle iniziative di preghiera organizzate da Ora et Labora, Giorgio Celsi e Virgilio Baroni, volontario di 72 anni, sono stati fisicamente aggrediti da un giovane medico, riportando lesioni personali.

“Esprimiamo solidarietà a Giorgio Celsi e Virgilio Baroni di Ora et Labora, e a Padre Bruno De Cristofaro, vittime della violenza fisica e verbale di coloro che non accettano la possibilità che qualcuno possa battersi in difesa della vita nascente e contrastare la pratica dell’aborto”, ha dichiarato il Presidente di Nova Civilitas, l’avvocato Gianfranco Amato.

Per l’avvocato Amato Padre Bruno De Cristofaro “ha avuto il coraggio di ricordare il pericolo dell’uso ideologico della scienza e della medicina a servizio della morte, e come oggi tale pericolo riviva nello sterminio di milioni di bambini nel ventre delle proprie madri. Il coraggioso Padre Bruno è finito nel tritacarne della gogna mediatica ed è stato costretto a dover cancellare tutti gli account social a causa delle minacce e degli insulti ricevuti. Appare ormai sempre più chiaro il volto intollerante e totalitario di quella rivoluzione antropologica che sta distruggendo le radici cristiane della civiltà occidentale e che colpisce inesorabilmente chi osa esprimere un’opinione dissidente rispetto al Pensiero Unico dominante. Continuiamo a mantenere lo sguardo rivolto al Cielo e stringiamoci intorno a chi con coraggio si batte per la difesa della vita”, ha spiegato l’avv. Amato.

Anche il Comitato NO194 e l’omonima associazione (no194.org) ha espresso la sua solidarietà a Padre Bruno.

“Avendo pubblicato un post di contenuto identico e più articolato alle 9:47 del 25 gennaio scorso, due giorni prima di lui, e con riscontri positivi tutt’altro che trascurabili, non possiamo che esprimere solidarietà per gli attacchi e condivisione a Padre Bruno di Cristofaro che ha paragonato il 27 gennaio la legalizzazione dell’aborto volontario all’olocausto, del quale ultimo non si vuole minimamente sminuire la gravità”. Così ha dichiarato l’avvocato Pietro Guerini, Presidente nazional del Comitato e dell’Associazione NO194.

Il testo del post era il seguente: “Il giorno della memoria (27-1) 6 milioni di ebrei uccisi in quanto tali durante la shoah: una vergogna. Altresi’: – 6 milioni di piccoli proprietari terrieri eliminati in quanto tali in URSS: una vergogna ignorata; – 6 milioni di cristiani sterminati in quanto tali negli ultimi 25 anni dai musulmani: una vergogna sottaciuta; – 6 milioni di concepiti soppressi in quanto tali dall’entrata in vigore della 194 in Italia, secondo i dati ministeriali: una vergogna rivendicata come conquista di civiltà. Le cifre e la storia dovrebbero aiutare a comprendere.

 


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