Shemà. Commento al Vangelo del 3 febbraio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 6, 1-6

mercoledì 3 Febbraio 2021

Il vangelo di oggi ci mette davanti alla chiusura e al rifiuto di Gesù, quando, tornato a  Nazaret, nel giorno di sabato insegna in sinagoga. Da questo testo ricaviamo alcuni elementi sulla vita di Gesù e un insegnamento importante per noi. Il primo elemento interessante che ci presenta questo Vangelo è che Gesù, tornato a Nazaret si mise a insegnare nella sinagoga. Questo non perché Gesù fosse ritenuto un grande maestro a Nazareth, ma semplicemente perché la liturgia sinagogale, ancora oggi, è strutturata in due parti: una prima parte in cui si legge e si commenta la Torah (un testo del Pentateuco), commento svolto in genere da persone autorevoli nella comunità, e una seconda parte in cui si legge un testo dei profeti (gli altri Scritti solo in alcune feste) che poi viene commentato, prassi ancora oggi in atto, da un qualsiasi adulto che abbia compiuto il bar mizvà, che stabilisce il passaggio all’età adulta proprio attraverso la lettura e il commento di un testo davanti alla comunità. Chiunque, quindi, può alzarsi in sinagoga leggere e commentare il testo proposto dalla liturgia di quel sabato.

Certo, sorprende la reazione della gente di Nazaret davanti a Gesù,  perché quì Gesù torna a Nazareth dopo essere stato a Cafarnao e aver operato guarigioni, liberazioni, predicazioni alle folle.  Anche Gesù ha conosciuto l’ostilità e il rifiuto, nel pieno della sua fama, e proprio a Nazaret, dove tutti lo conoscevano. L’altro elemento interessante che si ricava da questo testo è la professione che Gesù ha svolto a Nazareth per tanti anni il falegname, e poi un interessante appellativo col quale era identificato Gesù a Nazareth: il figlio di Maria, particolare che ci testimonia il fatto che Maria sia rimasta vedova e affidata alle cure del figlio orami giunto in età di lavoro quando lei rimase vedova, perché altrimenti, come tutte le donne vedove al tempo, non potendo svolgere lavori, avrebbe dovuto avere un secondo matrimonio.

Maria avrebbe quindi potuto evitare le seconde nozze perché Gesù, il figlio, l’avrebbe presa  a carico. Un’altra espressione interessante del testo, che ha fatto riflettere più di un teologo suscitando polemiche tra cattolici e protestanti, è stata l’espressione “fratelli di Gesù“. I teologi protestanti affermano che senza dubbio Maria ebbe più figli oltre a Gesù, posizione teologica che comunque và rispettata e accolta, anche se è importante chiarire che porta a una visione diversa di fede rispetto a quella dei cattolici che invece professano il dogma della verginità di Maria prima, durante e dopo il parto. Ma ciò che oggi il Vangelo desidera insegnare alla nostra vita, oltre alle interessanti informazioni che abbiamo potuto ricavare su Gesù, è la reazione di Gesù di fronte al rifiuto e all’ostilità della sua città, perché, pur sperimentando il rifiuto dei suoi cari, Gesù non ferma la sua missione. Impariamo, allora, questa determinazione di Gesù, questa sua libertà che viene dalla sua profonda fiducia nel Padre. Gesù continua la sua via, che è quella di manifestare a tutti l’amore del Padre per ogni creatura: non lo fermano nè gli applausi delle folle, nè i rifiuti dei suoi parenti.

Oggi allora preghiamo il Signore, perché anche noi davanti all’ostilità, al rifiuto, al giudizio non ci fermiamo a perdere tempo cercando a tutti i costi di essere amati, ma piuttosto cercando di amare sempre per primi, senza lasciarci chiudere il cuore.  Buona giornata!

 Mc 6, 1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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