La Chiesa prolunga la mano e la bocca di Gesù a tutti gli uomini


SE ERA PECCATO NON OSSERVARE LA LEGGE, LO È DI PIÙ RIFIUTARE COLUI CHE È STATO MANDATO PER SALVARCI O METTERLO DI LATO, COME OGGI FANNO TANTI EX-CRISTIANI, PIÙ DESIDEROSI DEL VACCINO CHE DI CRISTO.

Di Padre Giuseppe Tagliareni

La teofania sul Sinai fu terrificante, tanto che anche Mosè ebbe paura.

Coloro che hanno aderito a Cristo, hanno davanti ben altra visione: “Voi vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli” (Eb 12,22-23).

La differenza è enorme: sul Sinai, Dio manifesta il suo corruccio verso un’umanità interamente peccatrice e ribelle; Egli dà a Mosè la Legge (il Decalogo) perché sia rispettata.

Nel Nuovo Testamento, il mediatore è Gesù che è entrato nel santuario celeste col suo Sangue “che è più eloquente di quello di Abele”.

Gesù è “mediatore dell’alleanza nuova” (v. 24), quella eterna. “Perciò guardatevi bene dal rifiutare Colui che parla,… perché il nostro Dio è un fuoco divorante” (vv. 25. 29).

Se era peccato non osservare la Legge, lo è di più rifiutare Colui che è stato mandato per salvarci o metterlo di lato, come oggi fanno tanti ex-cristiani, più desiderosi del vaccino che di Cristo.

Gesù abilitò gli Apostoli a continuare la sua opera, già da subito. Li mandò due a due, senza denaro e senza sussidi.

“Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano”.

Ecco ciò che la Chiesa non può mai finire di fare: prolungare la mano e la bocca di Gesù a tutti gli uomini.


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